Helena Petrovna Blavatsky 1875

Helena Petrovna Blavatsky, 1875.



Traduzione di Zoe Bless (Lorella Binaghi), 22 Novembre 2006, Mercoledì
estratti da www.blavatsky.net/portuguese

 

Che cosa c’è in un nome?

Perché la rivista si chiama “Lucifero”

di H. P. Blavatsky

(Lucifer, Vol. I, n° 1, settembre 1887, pp. 1 –7)

Che cosa c’è in un nome? Con molta frequenza, c’è più in un nome di quello che il profano impreparato può comprendere o il mistico colto per spiegarlo. È un’influenza invisibile, segreta, ma molto potente quella che il nome ha “ti porta dove vuoi andare”. Secondo Carlyle, “in un nome c’è molto, o meglio, quasi tutto. “Se io potessi rivelare l’influenza dei nomi, la più importante di tutte le cose, sarei un secondo grande Trismegisto”, lui disse.

Il nome o un titolo della rivista, iniziata con un obiettivo definito è, pertanto, molto importante; poiché è, in verità il seme invisibile che cresce “diventando un albero frondoso”, dai cui frutti dipende la natura dei risultati stabiliti in azioni per il detto obiettivo, o un albero che deperisce e muore. Queste considerazioni dimostrano che il nome della presente rivista – piuttosto dubbioso per ascoltatori cristiani ortodossi - non proviene da una selezione senza criteri, ma sorse come conseguenza di molta riflessione sulla sua adeguatezza, essendo stato adottato come il simbolo migliore per esprimere il suo obiettivo e i risultati in vista.

Ora, il primo e più importante, se non l’unico obiettivo della rivista, è espresso nella prima pagina della Prima Epistola ai Corinzi. E per trarre alla luce le cose nascoste che esistono le tenebre” (4, 5); per mostrare nel loro vero aspetto e reale significato originale, cose e nomi, uomini e loro azioni e costumi; è, finalmente, per combattere il preconcetto, l’ipocrisia e un’impostura in tutte le nazioni, nelle classi sociali e in ogni dipartimento della vita. Il compito è laborioso, ma non impraticabile, neppure inutile, lo stesso che sia solo come un esperimento.

Così per un tentativo di tal natura, non si potrebbe trovare titolo migliore di quello scelto. “Lucifero” è la chiara stella della mattina, precursore del pieno brillare del sole del mezzo giorno.- l’Eòsforo dei greci. Lei brilla timidamente all’albeggiare, guadagnando forza e offuscando gli occhi dopo il porsi-del-sole, come suo fratello “Héspero” – la radiante stella vespertina o pianeta Venere. Non c’è simbolo più appropriato per il lavoro proposto di lanciare un raggio di verità in tutto quello che è nascosto dall’oscurità dei preconcetti, per incorretta interpretazione sociale o religiosa e, soprattutto, dal comportamento quotidiano assurdo che fa sì che, una volta che una certa azione, cosa o nome, sia stato deplorato da qualche tipo di diffamazione, lo stesso che ingiustamente, le persone dette rispettabili mostrando indignati le costole, rifiutandosi fino allo stesso guardare al fatto sotto qualche altro angolo che non sia sancito dall’opinione pubblica. Questo sforzo per forzare i pusillanimi a guardare una verità direttamente con i nostri occhi ausiliari in una forma più efficace da un titolo che appartiene alla categoria dei nomi stigmatizzati.

Lettori più inclinati alla dolcezza possono argomentare che “Lucifero” si accetta in tutte le chiese come uno dei molti nomi del diavolo. Secondo la magnifica finzione di Milton, Lucifero è Satana, o angelo “ribelle”, nemico di dio e degli uomini. Intanto, nell’analizzare la sua ribellione, costatiamo che la sua natura non passa da un’affermazione del libero arbitrio e del pensiero indipendente, come se Lucifero fosse nato nel secolo XIX. Quest’epiteto di “ribellione” è una calunnia teologica, somigliante alla diffamazione di Dio fatta da quelli che credono nella predestinazione, e che fa diventare una deità un nemico ‘Tanto-Potente’ peggio di quello del proprio Spirito ribelle; “un Diavolo onnipotente che desidera essere “lodato” come pietoso quando lui esercita la più diabolica crudeltà”, come affermata da James A. Cotter Morrison. Il Dio maligno della preordinazione e della predestinazione e i suoi agenti subordinati sono invenzioni umane; sono due dei dogmi teologici più moralmente repulsivi e orrendi che gl’incubi dei monaci poco intelligenti giammai potrebbero conoscere nelle loro impure fantasie.

Tali dogmi datano da età medievale, il periodo dell’oscuramento mentale, durante il quale la maggior parte degli attuali preconcetti e superstizioni furono inculcati a forza nella mente umana, in modo che divenne in sostanza impossibile sradicare in ogni caso, uno dei quali essendo il preconcetto che ora discutiamo.

Tanto profondamente radicato, di fatto, lo stesso entro le classi più colte, stanno il preconcetto e l’avversione al nome Lucifero- che non significa niente più che “portatore di luce” (di lux , lucis, “luce “ e ferre, “portatore”) (1) – che nell’adottarlo come nome della sua rivista gli editori hanno davanti a loro una prospettiva di una lunga lotta contro il preconcetto pubblico. Tanto assurdo e ridicolo è questo preconcetto che nessuno sembra non si sia mai domandato come Satana arrivò ad esser chiamato portatore di luce, se non i raggi argentati della stella del Mattino possano in qualche modo suggerire il brillare della fiamma dell’inferno. Si tratta semplicemente come mostrò Henderson, di “una di quelle grossolane distorsioni delle scritture sacre che tanto frequentemente accadono – e che possono essere riconosciute come una propensione per estrarre da determinati passaggi più di quello che realmente contengono - una predisposizione per lasciarsi influenzare dal suono invece che per il sentire e una fede implicita nell’interpretazione ricevuta” – e che non è esattamente una delle più frequenti della nostra epoca. Ciò nonostante, il preconcetto sta lì, per la vergogna del nostro secolo. E’ inevitabile. Ai due editori sarebbe sleale ai loro propri occhi, traditori di vero spirito di lavoro preposto, se si rendessero e si accordassero piangendo, di fronte al pericolo. Se chiedessimo di lottare contro ai preconcetti e dipanassimo le orrende tele sottili della superstizione e il materialismo delle nobili età dei nostri antenati, dovremo prepararci per un’opposizione. Realmente “La corona del riformatore e dell’innovatore è una corona di spine”. Se chiediamo di soccorrere la verità in tutta la sua pura nudità di poco senza fondo dove lei fu lanciata dalla decenza calunniosa e ipocrita, non dovremmo esitare nel lasciare decrescere il buco scuro e aperto di questo poco. Per peggio che i ciechi pipistrelli abitanti dei luoghi oscurati che detestano la luce – trattano l’intruso nella propria casa scura, se non sarebbero i primi a mostrare lo spirito e il coraggio che chiedemmo ad altri dovremmo esser giustamente considerati ipocrisia e traditori dei nostri stessi principi.

Male ebbe concordato quanto al titolo le prime premonizioni di quello che si riservava a noi in materia d’opposizione dovuta a questo stesso titolo scelto che sorgeranno all’orizzonte. Uno degli editori ricevette e annotò qualche obiettivo piccante. Le cene che seguirono sono dimenticate dalla natura.

Un conosciuto scrittore: mi parli della sua rivista. Quale classe pretende di attirare?

Editrice: Nessuna in particolare pretendiamo d'attrarre il pubblico.

Scrittore: divento felice con ciò. Poiché farei parte del pubblico, e lo stesso perché niente capisco del suo argomento, e mi piacerebbe di capirlo. Ma ricordi che il pubblico che lo comprenderà, necessariamente sarà molto ristretto. Le persone discutono sopra l’occultismo oggi giorno come parlano di molte altre cose, senza la minima idea di ciò che significa. Essendo molto ignoranti… e carichi di preconcetti.

Editrice: Esattamente. Fu per questo che si trasse la rivista in esistenza. Noi ci proponiamo ad educarli a gettare la maschera di tutti i preconcetti.

Scrittore: Queste sono realmente buone notizie, poiché desiderando essere educato. Come si chiamerà la rivista?

Editrice: Lucifero.

Scrittore: Come? Pretende di educarci nell’immoralità? Già sappiamo a sufficienza su questo. Angeli caduti esistono in abbondanza. La signora succederà, perché farfalle sono tra la moda d’oggi giorno, perché agli angeli dalle ali bianche sono considerati seccanti, poiché non sono tanto divertenti. Ma dubito che siano capaci d’insegnarci molte cose.

 

II

 

Un uomo comune (a voce bassa, dopo la cena diventata, un cenare festivo): sentii affermare che si sta lanciando una rivista sull’occultismo. Sono molto contento. Non affermo niente sopra questi argomenti di regola, ma mi accaddero cose strane che non possono esser spiegate in modo comune. Spero si spieghino tali cose.

Editrice : Noi tenteremo, certamente. Abbiamo l’impressione che da quando l’occultismo è compreso in qualche modo, le sue leggi siano accettate da tutti come un'unica spiegazione intelligente per la vita.

Uomo : Lo stesso voglio sapere tutto su questo, poiché, parola d’onore, la vita è un mistero: Molti altri sono tanto curiosi quanto me. Viviamo in un epoca tormentata per la malattia dovuta al “voler sapere”. Conseguirà molti assistenti. Come si chiamerà la rivista?

Editrice: Lucifero (e in allerta da esperienza anteriore), non intenda più male il nome. Simboleggia lo spirito divino che si sacrificò per l’umanità, fu per causa di Milton che lui passò ad essere associato con il diavolo. Siamo nemici giurati dei preconcetti popolari e credendo sufficientemente appropriato che si attacchi un preconcetto come questo… Lucifero, come il signore saprà è la Stella della Mattina. Il Portatore di Luce…

Uomo (interrompendo): Ah, che dire, non so, ma parto dal principio che vi sia un buon motivo per usare questo nome. Ma il suo primo obiettivo è aver lettori; desidera che il pubblico compri la sua rivista, si suppone. E’ questo l’obiettivo o non lo è?

Editrice: Sì, è chiaro.

Uomo: Bene, intanto ascolti il consiglio di qualcuno che sappia delle cose. Non marchi la sua rivista con un uscita errata. Ed evidente, quando si ferma un poco per pensare sopra alla sua origine e significato, che Lucifero è un eccellente parola. Ma le persone non si fermano a pensare nelle origini e significati e la prime impressioni sono le più importanti. Nessuno andrà a comprare la rivista se la chiamerà Lucifero.

 

III

 

Una signora Ben Vestita Interessata in Occultismo: Mi piacerebbe sapere di più sulla nuova rivista, poiché desti l’interesse di molte persone, lo stesso con quel poco che la signora mi raccontò. Di più è difficile esprimere il suo vero obiettivo. Qual è?

Editrice: Tentare e dare un poco di luce per quelli che la chiedono.

Signora: Bene, questo è un modo semplice da dire e mi sarà molto utile. Come si chiamerà la rivista?

Editrice: Ah, ma Lucifero, sappia, significa Portatore di Luce; simboleggia lo Spirito Divino…

Signora: Non si preoccupi per queste cose, io voglio aiutare la sua rivista e farla diventare conosciuta e la signora non può sperare di meglio che io finisca spiegando questo tipo di cosa tutte le volte che menziona il titolo! La vita è molto corta e molto tribolata, di là da ciò produrre un effetto molto nocivo; le persone me lo chiederebbero pedantemente e io non potrei dire più nulla, poiché non riuscirei a pensare che starebbero dicendo questo di me. Non la chiami Lucifero. Per favore, non faccia questo. Nessuno conosce la simbologia della parola e quello che significa adesso è diavolo, niente più, niente meno.

Editrice: Ma intanto questo è un errore e uno dei primi preconcetti che noi ci proponiamo di combattere. Lucifero è il chiaro, il puro messaggero della mattina…

Signora (interrompendo): Pensavo di poter fare qualcosa di più interessante che riabilitare personaggi mitologici. Tutti potremmo ritornare a scuola o leggere il Dizionario Classico del Dr. Smith. E quale sarebbe l’utilità di ciò quando sarà stato fatto? Pensavo che poteva raccontarci storie sulla nostra vita e come migliorarle. Suppongo che Milton scrisse su Lucifero, non è così? Ma nessuno legge Milton oggi giorno. Ce la presenti con un titolo moderno, con un significato umano.

 

IV

 

Giornalista (pensieroso, arrotolando un sigaro): Si, questa rivista è una buona idea. Tutti rideremo e parleremo male di questa nei nostri giornali. Ma tutti la leggeranno, perché segretamente tutto il mondo è assetato di misteri.

Editrice: Lucifero.

Giornalista (accendendo un fiammifero): Perché non Il Fosforo (2)? È un buon titolo e non è tanto pretenzioso.

Lo “scrittore”, l ”uomo comune” , la “signora ben vestita” e il “giornalista” potrebbero dapprima ricevere un poco d’istruzione. Un barlume del reale è il primitivo carattere di Lucifero non gli potrà fare del male e, invece, potrà curarli un poco da preconcetti ridicoli. Potendo studiare la Teogonia d’Omero ed Esiodo se chiedessero di far giustizia a Lucifero. “Eòsforo “ ed “Hèspero”, la bella Stella del Mattino e la Stella Vespertina. Se ci sono cose utili da fare in questa vita che “riabilitare personaggi mitologici”, calunniarli o diffamarli, come minimo, sono ugualmente inutili, e ancora è mostrata una ristrettezza mentale che non è utile a nessuno.

Obiettare al titolo LUCIFERO è solo potuto alle loro “associazioni tanto terribili” sarebbe perdonabile – se potesse esser perdonabile in qualche forma – soltanto in un missionario americano ignorante, di qualche setta dissidente, qualcuno il cui naturale pregiudizio e mancanza d’educazione lo porta preferibilmente ad arare nella mente dei gentili, tanto ignoranti quanto lui, ai più provati, dei quali è più arduo, il processo d’arare i campi nell’azienda del loro padre. Nel caso del clero inglese, perché, nel quale tutti riceviamo un’educazione circa classica, e si suppone, per tanto, stiano completando dei dettagli intricati di sofismi e di casualità teologiche, questo tipo d’opposizione è assolutamente imperdonabile. Questo non solo dice l’ipocrisia e l’allettamento ma lo colloca direttamente in un livello morale più basso di quello che chiamano angelo apostata. Allo sforzarsi per mostrare il Lucifero teologico, come un'idea che

“Regnare valga l’ambizione che non l’inferno:
Meglio regnare nell’inferno che servire nel cielo“ (3).

 

Stanno virtualmente collocando in pratica il supposto crimine di cui, di buon grado, lo accusano. Preferendo regnare sopra lo spirito delle masse per mezzo di una perniciosa MENZOGNA oscura, causa di tanto male, di quello che servì al cielo per servire la VERITA’. Tali pratiche sono degne solo dei gesuiti.

Ma le loro scritture sacre sono le prime a contraddire le loro interpretazioni di Lucifero, la “Stella del Mattino” il Satana. Il capitolo 22 dell’Apocalisse, versetto 16 dice: “Io, Gesù… sono un raggio… e una stella brillante e di mattina (… che leva presto): da lì Eòsfero, o Lucifero in latino (4). L’obbrobrio imbrigliato è tanto più tardivo che la Chiesa Romana, si vide forzata a nascondere la calunnia teologica davanti ad una doppia interpretazione - come sempre Cristo, cioè detto, è la “Stella del Mattino”, o divino Lucifero; e Satana, l’usurpatore del Verbo, o “Lucifero infernale” (5). Il grande Arcangelo Michele, il conquistatore di Satana, è identico nel paganesimo (6) a Mercurio-Mitra, il quale, dopo aver difeso il Sole (simbolismo di Dio) dagli attacchi di Venere-Lucifero fu dato il possesso di questo pianeta, et datus est ei locus Luciferi (e datogli è il luogo di Lucifero) ” (7). E come l’Arcangelo Michele è l “angelo della Faccia” e il “Vicario del Verbo” lui è adesso considerato, nella Chiesa Romana reggente del pianeta Venere che è il “demonio soggiogato che usurpò!” Angelus faciei Dei sedem superbi humilis obtinuit (L’angelo umile ottiene base nella faccia di Dio superbo), dice Cornelio a Lapide (Volume VI, p. 229) (8).

Questa è la ragione per la quale uno dei primi papi fu chiamato Lucifero, come provano Yonge e registri ecclesiastici (9).Ne consegue intanto che il titolo scelto per la nostra rivista è associato tanto a idee divine e pie quanto la supposta ribellione degli eroi del Paradiso Perduto di Milton. Nel sceglierlo lanciammo il primo raggio di luce e verità in un preconcetto ridicolo che non potrebbe esserci nella nostra "era di fatti e scoperte”. Lavorammo per la vera Religione e Scienza, nell’interesse dei fatti e contro la finzione e il preconcetto. E’ nostro potere com’è quello delle scienze fisiche – professare la loro missione – lanciare luce sopra i fatti della Natura fino a qui circondati dall’oscurità dell’ignoranza. E’ per essere un’ignoranza giustamente considerata come principale fomentatrice di superstizione, questo lavoro è, per tanto, nobile e benefattore. Ma le scienze naturali sono solo un aspetto della SCIENZA e della VERITA’. Le scienze psicologiche e morali, o teosofia, o conoscenza della verità divina, dove è chiesto che s’incontri, sono ancora più importanti negli argomenti, e la vera Scienza non sarebbe limitata semplicemente all’aspetto fisico della vita e della natura. La scienza è un’astrazione di tutti i fatti, una comprensione di tutta la verità entro la portata della ricerca e dell’intelligenza umana. “La conoscenza profonda e precisa di Shakespeare della filosofia della mente” (Coleridge) provò essere più benefica al vero filosofo per lo studio del cuore umano – pertanto, per lo sviluppo della verità – da quella più accurata, però meno profonda, scienza praticata da qualche membro della Royal Institution.

I lettori, intanto, non convinti che la Chiesa avesse il diritto di macchiare una bella stella e lo fece per mera necessità di spiegare uno dei suoi numerosi prestiti di paganesimo con tutte le sue concezioni poetiche delle verità della natura, sono invitati a leggere il nostro articolo La storia di un pianeta. Forse, dopo averlo letto attentamente potranno percepire quanto Dupuis avesse ragione nell’affermare che “tutte le teologie hanno origine nell’astronomia”. Per gli orientalisti moderni tutto il mito è solare. Questo è più un preconcetto e una pre-concezione in favore del materialismo e della scienza fisica. E’ nostro volere combatterlo, insieme con gli altri.

Traduzione di Zoe Bless

Approfondimenti

La storia di un pianeta di H. P. Blavatsky

http://www.cieliparalleli.com/Costume/la-storia-di-un-pianeta-di-h-p-blavatsky.html

VENERE http://www.cieliparalleli.com/Costume/venere.html

 

 





Note:


1. “Fu Gregorio Magno che applicò per la prima volta il seguente passaggio d’Isaia: ‘Como caìste do cèu, o Lùcifer, filho da manha, ecc. ’ (Come cadesti dal cielo, o Lucifero figlio della mattina, ecc.) a Satana e, da allora, l’osata metafora del profeta, che si riferisce, alla fine, ad un re siriano o nemico degli israeliani, fu applicato al Diavolo”.
2. Nell’originale “fusèe”. Tipo di grosso fiammifero.
3. Milton, Paradiso Perduto, I, Collezione Jakson.
4. In qualche versione, è altrettanto usata la parola provino.
5. Mirville, seconda Mèmoire dell’Accademia di Francia, Vol. IV, citando il Cardinale Ventura.
6. Questo paganesimo attraverso il millennio, secondo ciò che sembra, copiando in anticipo i dogmi cristiani che venne dopo. (H.P.B)
7. (Mirville, Des Espirits, ecc., Vol. IV, p. 161).
8. Probabile riferimento all’edizione d’Elysee Pèlagaud su lavori di Cornelio a Lapide, ancora non localizzati. La frase in latino è citata da Mirville, op. cit. Vol. IV, p. 161.
9. Charles Duke Yonge (1812-1891), professore di storia e letteratura inglese del Queens College, Belfast, voluminosa opera che tratta principalmente d’idiomi greco e latino.


(N.d.T.) Per ciò che riguarda i “registri ecclesiastici” ai quali si riferisce H.P.B., i più conosciuti tra quelli che trattano la storia del papato non fanno alcun riferimento a qualche Papa con quel nome. In relazione a ciò il ricercatore è rimesso al Liber Pontificali o al Gesta Pontificum Romanorum, che considera la vita dei Vescovi da San Pietro fino alla fine di Nicolao I, nel’867, ai quali furono annessi supplementi più avanti, continuando in serie. Il Liber, usato da Bede per la sua Storia Ecclesiastica, fu impresso per la prima volta a Mainz, nel 1602. La migliore edizione fu fatta dall’erudito francese, signor Louis Marie Olivier Duchesne (2 volumi, Parigi, 1886-1892).

Aggiornato il 25 Novembre 2006, Sabato.

http://it.wikipedia.org/wiki/San_Lucifero

http://it.wikipedia.org/wiki/Concilio_di_Nicea

http://www.intratext.com/X/ITA0140.HTM

http://it.wikipedia.org/wiki/Costantinopoli

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