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Gengis Khan

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Gengis Khan, Kublai Khan, Marco Polo, Isis Unveiled by H.P. Blavatsky, Colonnello Henry Yule, Shamballa, Agharti, tecnologie prussiane, Attila,

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Gengis Khan 1162 – 1227 (?)

Le conoscenze di Gengis Khan per sorvegliare e amministrare in tempi medievali un emisfero planetario (N.d.E.: 1) provengono dai Grandi Magi della terra. (...).

 

 

 

 

balbal--Gengis Khan guardiano del mondo e delle entrate portanti in Agharti lasciò in eredità la conoscenza e funzione a Kublai Khan un suo nipote. I guardiani del mondo ricevono istruzioni dai Maestri loro mediatori tra gli Antenati ancestrali di Shamballa e i popoli della superficie esterna i loro discendenti, per tale ragione quei Magi sono dotati anche di conoscenze tecnologiche ancor strabilianti. L'invincibile Gengis Khan, i suoi figli e nipoti agirono apertamente finché i cattolici s'infiltrarono ovunque in cerca del posto più tenuto segreto fra i tutti, un qualche luogo per raggiungere la civiltà di Shamballa che è in Agharti, e per tentativi senza esiti.

Gengis Khan (N.d.E.: 2) fu in grado di far convenire e riconciliare tutti i capi nomadi delle steppe. Suggerì e prestò una legge di non belligeranza che fu concordata da ogni comandante convenuto. Anche l'agente della società cattolica il Terzario Marco Polo fu talmente affascinato dalla cultura dei Khan al punto di rendere vana la missione per la quale fu inviato e finanziato.

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Circa otto secoli prima di Gengis Khan, il Manu della Civiltà fu conosciuto con il nome di Attila (Caucaso, 406 – Pannonia, 16 marzo 453 ?).

 

 

 

Dal 1939 e fino adesso alla difesa delle entrate polari in Agharti sono state poste dal Manu della Civiltà le flotte marittime e aeree italo/prussiane, negli anni trenta gli scienziati prussiani e italiani erano giù progrediti in tecniche metallurgiche e arte della visione (N.d.E.: 3), (...). Gli accessi minori conducenti all'Agharti sono altrettanto strettamente sorvegliati ovunque dagli esponenti succedutisi di comunità tribali preposte allo scopo.

Seguono alcune parti riportate in:

 

ISIS UNVEILED

A Master-Key to the Mysteries of Ancient and Modern Science and Theology.

By H. P. Blavatsky, 1877.

http://www.anthroweb.info/fileadmin/pdfs/Isis_Unveiled.pdf

 

Alle pagine: 583, 584, 585, 586. Vol. II dell'edizione originale inglese.

 

3f91d7f2Così egli (il Kublai Khan) chiarì a Marco Polo una delle sue insormontabili difficoltà per abbracciare il cristianesimo:<<Tu vedi che i cristiani di queste parti sono così ignoranti da non far nulla e da non poterlo fare, mentre gli idolatri possono fare tutto quello che vogliono, tanto che, quando sono a tavola, le coppe vengono a me, dal centro della sala, piene di vino o di altri liquori, senza che alcuno le abbia toccate, e io bevo da esse. Loro controllano le tempeste facendole andare in tutte le direzioni che vogliono, e fanno altre meraviglie, mentre, come sai, i loro idoli parlano e fanno predizioni su qualsiasi argomento. Ma, se mi volgessi alla fede di Cristo e divenissi cristiano, i miei nobili e altri non convertiti direbbero: "Che cosa ti ha indotto a farti battezzare? Quali poteri miracolosi hai potuto osservare nel cristianesimo? Sai bene che, secondo i nostri idolatri, i loro prodigi sono compiuti dalla santità e dal potere dei loro idoli". Ebbene, io non saprei che risposta dare così che essi sarebbero confermati nei loro errori e, gli idolatri che sono maestri in queste arti meravigliose, provocherebbero facilmente la mia morte. Ma ora andrai dal tuo Papa e lo pregherai da parte mia di mandare qui cento uomini esperti nella nostra legge; e se loro saranno capaci di opporsi alle pratiche degli idolatri dimostrando loro di saper fare anche loro tali cose, ma di non volerlo fare perché esse sono compiute con l'aiuto del Diavolo e degli spiriti maligni, e se potranno controllare gli idolatri in modo che essi non abbiano più il potere di compiere tali cose in loro presenza, e noi ne saremo testimoni, allora denunceremo gli idolatri e la loro religione, e io riceverò il battesimo insieme a tutti i miei nobili e i miei ufficiali, così che, infine, vi saranno più cristiani qui che nelle vostre parti".>> (88)

La proposta era ottima. Perché i cristiani non se ne valsero? Si dice che Mosé abbia affrontato questa prova dinanzi al faraone e ne sia uscito trionfante.

A nostro parere la logica di questo Mongolo incolto era ineccepibile e la sua intuizione esattissima. Egli vedeva buoni risultati in tutte le religioni ed era certo che un uomo, buddista, cristiano, maomettano o ebreo poteva egualmente sviluppare i suoi poteri spirituali ed essere portato egualmente, dalla sua fede alle più alte verità. Tutto quello che chiedeva, prima di scegliere un credo per il suo popolo, era solo una prova su cui fondare la fede.

A giudicare solo dai suoi giocolieri, l'India conosceva l'alchimia, la chimica e la fisica moto meglio delle accademie europee. Ne sono prova le meraviglie psicologiche prodotte da alcuni fachiri dell'Indostan meridionale e dagli shaberon e dagli hobilhan del Tibet e della Mongolia. La scienza della psicologia ha raggiunto là un estremo di perfezione mai toccato altrove negli annali del meraviglioso. Che tali poteri non siano potuti dal solo studio, ma siano naturali in ogni essere umano è oggi dimostrato in Europa e in America dai fenomeni di mesmerismo e da quello che è chiamato <<spiritismo>>. Se la maggioranza dei viaggiatori stranieri e dei residenti dell'India inglese sono inclini a considerare tutto questo come un abile prestigio, non è cos' per i pochi Europei che hanno avuto la rara fortuna di essere ammessi oltre il velo nelle pagode. Certo questi non derideranno i riti né sottovaluteranno i fenomeni prodotti nelle logge segrete dell'India. Il mahadthévassthanam delle pagode (usualmente chiamato goparam dal sacro portale piramidale da cui si entra negli edifici) era ben noto agli Europei prima d'ora, sebbene a pochissimi di loro.

Non sappiamo se il prolifico Jacolliot (89) sia mai stato ammesso in una di queste logge. Ma lo diremmo esattamente dubbio, a giudicare dalle sue tante fiabe fantastiche sulle immoralità dei riti mistici tra i brahmani, i fachiri delle pagode e perfino fra i buddisti (!), verso i quali si comporta come un Giuseppe. Comunque è evidente che i brahmani non gli rivelarono alcun segreto, perché parlando dei fachiri e dei loro prodigi dice: <<sotto la direzione dei brahmani iniziati, praticano, nell'isolamento delle pagode, le scienze occulte... E nessuno si sorprenda di questa parola che sembra aprire la porta al soprannaturale; sebbene nelle scienze che i brahmani chiamano occulte appaiano fenomeni così straordinari da sfidare ogni investigazione, non ve n'è uno che non possa essere spiegato e che non sia soggetto alle leggi naturali>>.

Indubbiamente qualsiasi iniziato brahmano, potrebbe, se volesse, spiegare ogni fenomeno. Ma non vuole. Frattanto bisogna vedere ancora una spiegazione data dal migliore dei nostri fisici, sul sia pur più semplice fenomeno prodotto da un discepolo dei fachiri nelle pagode. Jacolliot dice che sarebbe impossibile dare una relazione dei fatti meravigliosi a cui ha assistito. Ma aggiunge, con piena verità; <<Basti dire che per quel che riguarda il magnetismo e lo spiritismo, l'Europa deve ancora balbettare le prime lettere dell'alfabeto e che i brahmani hanno raggiunto in questi due campi del sapere, risultati fenomenici davvero stupefacenti. Quando si osservano queste strane manifestazioni, di cui non si può negare la potenza senza afferrare le leggi che i brahmani tengono così attentamente celate, la mente è sopraffatta dalla meraviglia, e si ha l'impulso di fuggire e rompere l'incanto che ci tiene avvinti>>.

<<La sola spiegazione che abbiamo potuto ottenere su un tale argomento da un dotto brahmano, con il quale eravamo in termini di stretta intimità, è stata questa: "Voi avete studiato la natura fisica e avete ottenuto mediante le leggi di natura i magnifici risultati, il vapore, l'elettricità ecc.; per ventimila anni e più, noi abbiamo studiato le forze intellettuali, abbiamo scoperto le loro leggi e otteniamo facendole agire da sole o in concomitanza con la materia, fenomeni ancor più stupefacenti dei vostri.">>. ...

Note

____________________________________

88 - Book of Ser Marco Polo, vol. II, pag. 340.

89 - I suoi venti o più volumi di soggetto orientale sono in realtà un singolare miscuglio di verità e di fantasia. Essi contengono una varietà di fatti sulle tradizioni, la filosofia e la cronologia indiane, con pensieri giustissimi e coraggiosamente espressi. Ma sembra che il filosofo sia continuamente sopraffatto dal romanziere. E' come se due uomini fossero uniti in un unico autore: l'uno attento, serio, erudito, rigoroso, l'altro sensazionale e sensuale come un romanziere francese, che giudica i fatti non come sono, ma come immagina che siano. Le sue traduzioni dal Manu sono ammirevoli, notevoli, notevole la sua abilità nelle conversie; ma ingiuste le sue opinioni sulla moralità sacerdotale, e decisamente diffamatorie nel caso dei buddisti. In tutta la serie dei suoi volumi, tuttavia, non vi è una sola riga oscura: egli ha l'occhio dell'artista e la penna del poeta della natura.

Di seguito ulteriori estratti in

 

ISIS UNVEILED

A Master-Key to the Mysteries of Ancient and Modern Science and Theology.

By H. P. Blavatsky, 1877.

http://www.anthroweb.info/fileadmin/pdfs/Isis_Unveiled.pdf

Alle pagine, 603, 604, 605, 606, 607. Vol. I. Dell'edizione originale inglese.

Negare al popolo cinese o a qualsiasi altro dell'Asia Centrale, Superiore o Inferiore il possesso di conoscenze o intuizioni delle cose spirituali è perfettamente ridicolo. La regione, da un capo all'altro, è piena di mistici, di filosofi religiosi, di santi buddisti e di maghi. La credenza in un mondo spirituale, pieno di cose invisibili che, in certe occasioni, appaiono oggettivamente ai mortali, è universale. <<Secondo la credenza dei popoli dell'Asia Centrale, >> nota I.J. Schmidt, <<la terra e il suo interno, come l'atmosfera che la circonda, sono pieni di esseri spirituali, che esercitano un'influenza in parte benefica e in parte malefica su tutta la natura organica e inorganica. In particolare i deserti e altri luoghi selvaggi e inabitati, o le regioni in cui le influenze della natura si dispiegano su di una scala gigantesca e terribile, sono considerati come le principali abitazioni o luogo d'incontro degli spiriti malvagi. Per questo le steppe del Turan e in particolare il grande deserto sabbioso del Gobi sono stati considerati come le sedi degli esseri maligni fin dai tempi di remotissima antichità.

Marco Polo naturalmente menziona più di una volta, nel suo curioso libro di Viaggi, questi spiriti birichini dei deserti. Per secoli, e specialmente in quest'ultimo, le sue strane storie sono state totalmente respinte. Nessuno voleva credergli quando diceva di avere visto più volte, con i suoi stessi occhi, i più meravigliosi fatti di magia compiuti dai sudditi del Kublai Khan e di adepti di altre regioni. Sul suo letto di morte Marco subì forti pressioni perché ritrattasse le sue pretese <<falsità>>; ma egli giurò solennemente di avere detto il vero, aggiungendo <<di non aver raccontato nemmeno la metà di quello che aveva realmente visto più volte>>. Da quando sono apparse le edizioni di Marsden e quella del colonnello Yule, non vi è dubbio che egli abbia detto il vero. Il pubblico deve specialmente a quest'ultima l'aver messo in luce le tante autorità che confermano le testimonianze di Marco e l'aver spiegato alcuni fenomeni in modo normale, poiché si dimostra così in modo indiscutibile che il grande viaggiatore era non solo uno scrittore verace ma anche un attentissimo osservatore. Nel difendere fervidamente il suo autore, il coscienzioso editore, dopo avere enumerato numerosi fatti finora controversi e addirittura respinti dei Viaggi del Veneziano, conclude dicendo: <<Sì, gli ultimi due anni hanno promesso la possibilità di far luce anche su quelle che sembravano le più assurde storie di Marco, e le ossa di un vero Ruc della Nuova Zelanda sono oggi sul tavolo del laboratorio del professor Owen>>. (42)

Poiché il mostruoso uccello delle Mille e una notte o della <<Mitologia araba>>, come Webster chiama il Ruc (o Roc), è stato identificato, rimane da scoprire e riconoscere che anche la magica lampada di Aladino ha qualche diritto di essere considerata reale.

Nel descrivere la sua traversata nel grande deserto di Lop, Marco Polo

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parla di una cosa meravigliosa, <<e cioè che quando i viaggiatori sono in marcia di notte... odono gli spiriti parlare. A volte gli spiriti li chiamano per nome... anche di giorno si sentono parlare questi spiriti. E a volte si ode il suono di una varietà di strumenti musicali, e in particolare il rullo di tamburi>>. (43)

Nelle sue note il traduttore cita lo storico cinese Ma-Twan-lin, che conferma il fatto. <<Durante il passaggio di questo deserto>>, dice Ma-Twan-lin, <<si odono suoni, talora di canti, altre volte di gemiti; ed è spesso avvenuto che viaggiatori allontanatisi per vedere che cosa potessero essere questi suoni, abbiano perso la strada e si siano totalmente smarriti; perché erano voci di spiriti e di folletti>>. (44) <<Questi folletti non sono peculiari del Gobi>>, aggiunge l'editore, <<sebbene esso sembri essere il loro luogo d'infestazione favorito. Il terrore di un vasto deserto solitario li fa sorgere in tutti i luoghi simili>>.

Il colonnello Yule avrebbe fatto bene a considerare la possibilità di serie conseguenze derivanti dall'accettazione della sua teoria. Se ammettiamo che le misteriose voci del Gobi siano dovute al terrore ispirato da <<un vasto deserto solitario>>, perché i demoni dei Gadareni (Luca, VIII, 29) dovrebbero essere presi in maggior considerazione? E perché Gesù non avrebbe potuto ingannarsi circa l'oggettività del tentatore durante la sua prova di <quaranta giorni nel <<deserto>>? Noi siamo prontissimi ad accettare la teoria enunciata dal colonnello Yule, ma insistiamo sulla sua imparziale applicazione a tutti i casi. Plinio parla di fantasmi che appaiono e svaniscono nei deserti dell'Africa; (45) Etico il primo cosmografo cristiano, menziona, sebbene incredulo, le storie che si raccontano di voci di cantori e di rumori di baldorie nel deserto; e <<al-Mas'udi racconta dei ghûl, che nel deserto appaiono ai viaggiatori di notte e nei momenti di solitudine>>, e anche <<di Apollonio di Tiana e dei suoi compagni, che in un deserto presso l'Indo, al chiaro di luna, videro un empusa, o ghûl, che assumeva varie forme... Lo ingiuriarono ed esso si allontanò con acuti gemiti>>. (46)

Ibn Batutar riferisce un'eguale leggenda del Sahara occidentale: <<Se il messaggero è solo, i demoni corrono con lui e lo affascinano così che egli perde la strada e perisce>>. (47) Se tutti questi fatti possono avere una spiegazione razionale, e noi non ne dubitiamo per la maggior parte dei casi, i demoni biblici dei deserti non meritano maggior considerazione e bisogna applicare loro la stessa regola. Anch'essi sono creature del terrore,

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dell'immaginazione e della superstizione; quindi i racconti della Bibbia devono essere falsi; e se un solo verso è falso, una nube oscura le pretese di tutto il resto a esser considerato rivelazione divina. Una volta ammesso questo, tale collezione di documenti canonici diviene accessibile alla critica al pari di ogni altro libro di storia. (48)

 

Vi sono molti luoghi nel mondo in cui i fenomeni più strani sono risultati da quelle che, in seguito, vennero accertate come cause fisiche naturali. Nella California meridionale vi sono certi punti, in riva al mare, in cui la sabbia se smossa, un alto suono musicale. E' nota come <<sabbia musicale>> e si suppone che il fenomeno sia di natura elettrica. <<Il suono di strumenti musicali, in particolare tamburi, è di un altro ordine, e viene realmente prodotto, in certe condizioni, sulle spiagge quando la sabbia è smossa>>, dice l'editore di Marco Polo. <<L'impressionante resoconto di un fenomeno di questo genere, considerato soprannaturale, è dato dal frate Odorico, di cui ho verificato l'esperienza nel Reg Ruwán, o sabbia mobile, a nord di Kabul. Oltre a questo celebre esempio... ho notato quello egualmente noto di Jabal Nakia o <<Collina della Campana>> nel deserto del Sinai; ... e quello di Gibalul-Tabùl, o collina dei tamburi... Un racconto cinese del decimo secolo menziona il fenomeno come riconosciuto presso Kwachau, sul margine orientale del deserto di Lop, sotto il nome di <<sabbie che cantano>>. (49)  

Che tutti questi siano fenomeni naturali non vi è dubbio. Ma che dire delle domande e delle risposte fatte e ricevute in modo chiaramente udibile? E delle conversazioni tenute da certi viaggiatori e gli spiriti invisibili, o esseri sconosciuti, che a volte appaiono a intere carovane in forma tangibile? Se tanti milioni di persone credono nella possibilità che gli spiriti possano rivestirsi di corpi materiali dietro la tenda di un medium e apparire al circolo, perché dovremmo respingere la stessa possibilità per gli spiriti elementali dei deserti? E' questo l'<<essere o non essere>> di Amleto. Se gli <<spiriti>> possono

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fare tutto quello che gli spiritisti sostengono, perché non potrebbero apparire egualmente a un viaggiatore nel deserto o nella solitudine? Un recente articolo scientifico in un giornale russo attribuisce a queste <<voci spiritiche>> nel gran deserto del Gobi all'eco. Spiegazione molto ragionevole, se potesse essere dimostrato che queste voci non fanno che ripetere quello che è stato pronunciato da una persona vivente. Ma quando il <<superstizioso>> viaggiatore ottiene risposte intelligenti alle sue domande, questa eco del Gobi mostra subito una relazione molto stretta con la famosa eco del Teatro di Porte St. Martin a Parigi. <<Come state, signore?>> Chiese uno degli attori nella commedia. <<Piuttosto male, figlio mio; grazie. Sto diventando vecchio... molto vecchio>>, rispose cortesemente l'eco.

Quanta incredula allegria devono aver provocato per secoli i superstiziosi e assurdi racconti di Marco Polo circa le doti <<soprannaturali>> di certi incantatori di squali e di bestie feroci dell'India, da lui chiamati Abraiaman. Nel descrivere la pesca delle perle a Ceylon, come si praticava al suo tempo, egli dice che i mercanti <<devono anche pagare a coloro che incantano i grandi pesci - per impedire che aggrediscano i pescatori impegnati a cercare perle sott'acqua - un ventesimo di tutto quello che prendono. Questi incantatori di pesci sono detti Abraiaman (brahmani?) e il loro incanto dura solo un giorno, perché di notte lo distruggono così che i pesci possano fare tutto il male che vogliono. Questi Abraiaman sanno anche incantare animali e uccelli e qualsiasi essere vivente>>.

Ed ecco quello che troviamo nelle note esplicative del colonnello Yule circa questa degradante <<superstizione>> asiatica. <<Il racconto di Marco Polo sulla pesca delle perle è ancora sostanzialmente esatto ... Nelle miniere di diamanti dei Circar del nord, i brahmani hanno il compito analogo di propiziare i geni tutelari. Gli incantatori di squali sono chiamati in tamil, Kadal-Katti, <<legatori di mare>>, e in indostano Hai-banda, o <<legatori di squali>>. Ad Aripo appartengono a una sola famiglia, che si suppone abbia il monopolio dell'incanto. (50) Il principale operatore è (o era fino a non molti anni fa) pagato dal governo, e anche lui riceveva ogni giorno dieci ostriche da ogni battello finché durava la pesca. Tennent durante la sua visita, pensò che chi aveva questo compito era un cristiano romano cattolico (?), ma questo non sembrava sminuire la validità delle sue funzioni. E' notevole che non più di un solo incidente accertato, provocato dai pesci cani, è avvenuto durante tutto il periodo dell'occupazione inglese>>. (51)

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In questo paragrafo vi sono due cose degne di nota. 1) Le autorità inglesi pagano uno stipendio a incantatori di squali professionisti per l'esercizio della loro arte; e, 2), solo una vita è andata perduta dal tempo in cui è stato stipulato questo contratto, (Dobbiamo ancora sapere se la perdita di questa unica vita non è avvenuta al tempo dell'incantatore cattolico.). 

...

Tutti coloro che hanno visitato Ceylon sanno che acque della costa delle perle brulicano di pescicani della specie più vorace, e che è pericoloso bagnarvisi, per non parlare di tuffarsi per cercare le ostriche. Possiamo andare anche più, oltre se vogliamo, e dare i nomi dei funzionari britannici del più altro grado nel servizio indiano, i quali, dopo essersi rivolti a <<maghi>> o <<stregoni>> indigeni per avere aiuto nel ritrovare oggetti perduti o per risolvere misteri vessatori di vario genere, e avere avuto successo, pur esperimento in segreto la loro gratitudine, hanno mostrato in seguito la loro innata codardia dinanzi all'Aeropago del mondo negando pubblicamente la realtà della magia e deridendo la <<superstizione>> indù.

Note

______________________________________________________________

42 - The Book of Ser Marco Polo, vol. I. Prefazione alla seconda edizione, pag. VIII.

43 - Ivi, vol. I, pag. 203.

44 - Visdelou, pag. 130.

45 - Plinio, VII, 2.

46 - Filostrato, libro II, cap. IV.

47 - Ivi, libro IV, pag. 382; Book of Ser Marco Polo, vol. I, pag. 206.

48 - Vi sono più critici che negano al mondo il diritto di giudicare la Bibbia sulle testimonianze della logica deduttiva al pari di <<ogni altro libro>>. Anche la scienza esatta deve inchinarsi a questo decreto. Nel paragrafo conclusivo di un articolo dedicato a un terribile attacco alla <<Cronologia>> del barone Bunsen, che non concorda completamente con la Bibbia, uno scrittore esclama: << Lo scopo che ci siamo proposti è raggiunto... Siamo riusciti a opporci alle accuse del cavaliere Bunsen contro l'ispirazione della Bibbia sul suo stesso terreno... Un libro inspirato... non potrà mai, nell'espressione dei suoi insegnamenti o nell'esposizione dei suoi racconti, fare affermazioni false o ignoranti in materia di storia o di dottrina. Se fosse falso in un'affermazione, chi potrebbe credere alla verità delle altre?>> (<<The Journal of Sacred Literature and Biblical Record>>, diretto dal Rev. H. Burgess, ottobre 1859, pag. 70).

49 - Renusat, Histoire du Khotan, pag. 74; Marco Polo, vol. I, pag. 206.

50 - Come gli Psylli, o incantatori di serpenti della Libia, le cui doti sono ereditarie.

51 - Ser Marco Polo, vol. II, pag. 321.

 

Note dell'editrice Lorella Binaghi

1 - Nell'emisfero dov'è America e presso l'Australia fino al XIII secolo non era necessario far aggirare gli eserciti di Gengis Khan (il Manu della civiltà), poiché le spie militari della setta finanziaria Cattolica (Ordine Militare Cavalleresco o, Chiesa Cattolica Ambrosiana) erano incapaci di attraversare gli oceani per carenza di mappe geografiche, si limitavano a navigare nei pressi delle coste e raggiunsero l'America nel 1492 e l'Australia nel 1606. Le traversate marittime atlantiche dei Cattolici iniziarono nel XV secolo in grande stile con sciami di spie inviate in infiltrazione in giro trovarono ricopiature di mappe geografiche berbere in terre d'Africa settentrionale e Asia Minore dove effettuarono con quello scopo le costosissime crociate missionarie armate. Si può dire adesso che cercassero più che trovassero il Signore del Mondo e Consiglianti. (…). Con le consistenti quantità in oro degli Aragona nel 1498 in favore della società Cattolica si assicurarono i primi viaggi transoceanici armati di "Cristoforo Colonbo" o "Amerigo Vespucci" agenti in cerca del Paradiso sulla terra o "Regno del Prete Gianni". La loggia cattolica per affrontare i viaggi transoceanici trasse i fondi finanziari dai designati ricchi membri basati come regnanti/capi generali sugli estremi occidentali di Mongolia (Mag hul) (N.d.E.: 4), nella Penisola Iberica e in Britannia. Fin dai tempi del suo fondatore il console Aurelio Ambrogio e il suo doppio il militare Teodosio nel IV secolo. In codice cattolico latino i nomi di "Ambrogio" e "Teodosio" significherebbero "L'Ambrosia di un Dio", (...).

2 - E' uno dei tanti nomi assunti dal "Manu della Civiltà" il quale "rimarrà sulla nostra sfera terrestre fino alla conclusione del periodo di globo" come si legge in parti rivelate e pubblicate della Dottrina Segreta (Gupta Vidya). Egli fu conosciuto anche con il nome di Rama, Nebu, Menes, Mitra, Abramo) e in testi biblici che furono compilati soltanto in epoca già moderna egli è lo stesso che "Michele Arcangelo".

3 - Il motore levitante Repulsin di Viktor Schauberger

http://www.cieliparalleli.com/Scienza-e-Tecnologia/il-motore-levitante-repulsin-di-viktor-schauberger.html

4 - Mongolia significa: "I territori settentrionali della galla (pianeta)". Galla è il termine usato per indicare la terra che è vuota al suo interno come qualsiasi altro geode planetario.  Mongolia (Monte o vertice della galla geologica). Il termine “Mosul” è lo stesso che “Mogul” (della Mongolia). Se ne deduce che i “Musulmani” siano quindi i Mongoli. E per tale ragione i “musulmani” non hanno in comune alcunché con gli islamici poiché l’islamismo fu coniato come termine e creato il movimento ideologico dai Benedettini, (...). In pratica, i membri dell’Ordine Militare Cavalleresco più conosciuto come Chiesa cattolica di cui i Benedettini fanno parte, in tempi tardi medievali inventarono di sana pianta tre religioni artificiali monoteistiche la cristiana, islamica e giudaica e fecero convertire con la forza delle armi (Crociate) i popoli che erano, invece, animisti.

 

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Alla mappa geografica sovrastante è stata aggiunta una linea meridiana per indicare approssimativamente il centro della placca territoriale di Mongolia. Lhasa che si colloca nei pressi di quel meridiano virtuale e forse per tale ragione fu sempre il luogo di convocazione fra tutti i Dotti scienziati di Mongolia.

 

 

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Lhasa, il centro per il congresso dei Maghi. Tibet, Cina.

4 - Il motore levitante Repulsin di Viktor Schauberger

http://www.cieliparalleli.com/Scienza-e-Tecnologia/il-motore-levitante-repulsin-di-viktor-schauberger.html

 

Approfondimenti

"Il corpo del Signore del mondo Gengis Khan venne mummificato, avvolto in drappi e posto in cinque feretri, uno nell’altro, issato su un grande carro trainato dai cavalli bianchi e portato nell’estremo viaggio, per la sepoltura, in una località tuttora segreta alle pendici del sacro monte Burqan-Qaldun". Racconta la sua storia.

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http://pixshark.com/burkhan-khaldun.htm

Monte Burkhan khaldun, Mongolia. Il luogo dove si presume sia stato sepolto Gengis Khan ma le sue spoglie non furono mai trovate, poiché il Manu della Civiltà è immortale.

 

Chinggis Khan hillside portrait

Ritratto di Gengis Khan su colline in Ulaanbaatar, 2006

 

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http://digital.library.upenn.edu/women/bulstrode/mongolia/mongolia.html

Giovani lama, Mongolia

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Ulteriori approfondimenti

Il Dio Fumoso o il Viaggio nella Terra Cava di Willis George Emerson

http://www.cieliparalleli.com/Costume/il-dio-fumoso-o-il-viaggio-nella-terra-cava-di-willis-george-emerson.html

"NASA riceve radio segnali dal centro della terra"

http://www.cieliparalleli.com/Costume/qnasa-riceve-radio-segnali-dal-centro-della-terraq-18-ottobre-2013.html

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Marzo 2015 10:54  

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Non è una nazione l'Europa

Non è vero alcun parlamento europeo perché inesistente una “unione europea”

http://www.cieliparalleli.com/Politica/non-sono-veri-i-qparlamentari-europeiq-di-ida-magli.html

Wolfgang Gerhard Günter Ebel

Reichskanzler

Wolfgang Gerhard Günter Ebel

( http://www.der-reichskanzler.de/ ).

Deutschland Regierung

http://www.regierung.re/general/index.html

"GERMANY: 58 YEARS OF U.S. OCCUPATION". By Christopher Bollyn

http://www.cieliparalleli.com/documenti033/Germany_58_US_occupation_by_Christopher_Bollyn_9_may_2003.pdf

Germania non ha ancora un Trattato di pace / In Deutschland gibt es keinen Friedensvertrag

http://www.cieliparalleli.com/Appunti-di-Cronaca/germania-non-ha-ancora-un-trattato-di-pacein-deutschland-gibt-es-keinen-friedensvertrag.html

 

 

 

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