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Maurizio Bassetti bersaglio di torture elettroniche

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Maurizio Bassetti, Maurizio Bassetti bersaglio di torture elettroniche, Le denunce di Michele Fabiani e la vendetta del potere, Processo Mori: l'allarme inascoltato di Vincenzo Scotti. Rimosso perchè di intralcio alla trattativa?,

Un tributo a Maurizio Bassetti (immagine nella foto), economo del governo italiano, traslato 9 ottobre 2010, ex-testimone e vittima di torture elettroniche.
Maurizio Bassetti, economo del governo italiano, traslato 9 ottobre 2010, ex-testimone e bersaglio di torture elettroniche. (...).

Maurizio Bassetti

Nel 1994 Maurizio Bassetti, dopo essere stato militante dello PSIUP e del movimento negli anni ’60-70 lavora come economo alla Camera dei deputati, denuncia gravi irregolarità amministrative nella gestione delle forniture, una grande truffa di Stato, che ha portato al licenziamento di alcuni funzionari. La notizia, in piena Tangentopoli, finisce anche nei giornali e nasce il sospetto che i soldi servissero a finanziare dei “fondi neri”. Successivamente Bassetti viene richiamato dai superiori e invitato ad un incarico per l’America centrale, ma rifiuta preferendo la pensione.

Il dramma comincia quando nel Luglio del 2001 subisce una violenta rapina da parte di tre persone incappucciate che affermano di appartenere ai servizi segreti, chiedono i documenti e le foto compromettenti, subisce gravi percosse che gli causano la deviazione permanente dello sterno. Dal quel momento Bassetti subisce numerose violazioni di domicilio dove gli vengono portati via documenti e viene più volte manomesso il computer. Nel 2003 viene rinvenuta una microspia che, dopo gli accertamenti, risulta funzionante già dal 2000. Maurizio decide di installare delle telecamere nella sua casa e le visite cessano momentaneamente, nel Gennaio del 2004 viene rinvenuta un’altra microspia al piano inferiore.

La tortura tecnologica inizia nell’Agosto 2004 con delle scosse elettriche provocate, secondo Bassetti dopo aver consultato esperti in elettronica, da ultrasuoni. Bassetti sostiene che questi ultrasuoni gli interrompono il sonno e gli provocano dolori molto intensi in alcune zone del corpo, come il bruciore allo stomaco, all’intestino ed alla vescica; decide di trasferirsi a casa del figlio e poi in un nuovo appartamento. Nel novembre del 2004 comincia un vero e proprio bombardamento ad ultrasuoni, nel Gennaio 2005 rischia di perdere l’occhio sinistro. La tortura mira all’annientamento fisico e psichico della persona e gli impedisce una vita normale.

Recentemente la scoperta dell’uso di armi ad energia da parte dell’esercito nordamericano in Iraq nella battaglia dell’aeroporto a Bagdag, ha dato conferma dell’esistenza di questo tipo di armi tecnologiche. In realtà è in circolazione già da anni il Dizionario di tecnologie avanzate per la difesa (edizioni Murzia) di Mario Dearcangelis e Alberto Dearcangelis, in cui si parla di armi a radiofrequenza: i primi esperimenti sarebbero stati fatti in Russia per disturbare il cervello umano, con i risultati contrastanti di sonnolenza ed agitazione, euforia e depressione, ecc. Nel libro c’è un elenco sistematico di questo tipo di armi, in cui schematicamente si parla anche degli ultrasuoni di cui Bassetti denuncia essere vittima.

http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/Sembra%20fantascienza3-ultimo.htm

 

Approfondimenti

Le denunce di Michele Fabiani e la vendetta del potere

 Autore: 

Antonella

Michele è detenuto da 4 mesi con assurde accuse di terrorismo: è evidente che si tratta di una vendetta per le numerose denunce da lui portate avanti.

Michele Fabiani, sequestrato dai Ros di Ganzer a Spoleto il 23 ottobre 2007 e tuttora detenuto nel supercarcere di Sulmona, ha formulato negli ultimi anni precise e documentate denunce, soprattutto in materia di corruzione alla Camera dei deputati e di tortura tecnologica.
Sono queste le reali ragioni della sua detenzione e basta leggere questo breve scritto (scelto tra tanti) pubblicato quasi due anni fa su Anarchaos e Indymedia italia, per rendersi conto del panico che aveva colpito i palazzi del potere.

Riguardo all’intervista a Maurizio Bassetti ritengo opportuno, alla luce dell’interesse che ha suscitato e ad alcuni recenti eventi, fare delle prercisazioni.
Quando è stata fatta l’intervista non era stato ancora eletto Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questo illustre personaggio della sinistra italiana è coinvolto nello scandalo dei palazzi fatiscenti acquistati da Montecitorio a prezzi elevatissimi, di cui Bassetti ha parlato nell’intervista.
In un recente contatto telefonico che ho avuto con Maurizio, dopo essersi complimentato, ha ritenuto opportuno aggiungere alcune cose:
Napolitano all’epoca era Presidente della Camera dei deputati, con lui c’è stato un “approccio informale, con l’intenzione di far scoprire a lui lo scandalo”. Infatti Napolitano in qualità di Presidente della Camera avrebbe, secondo Bassetti, potuto approfittare del suo nuovo ruolo “rendendo pubblico quanto accadeva e presentandolo come un’eredità della precedente gestione da cui voleva smarcarsi. Non ne avrebbe pagato di persona, ma avrebbe appunto potuto affermare che questo era ciò che stava accadendo e che lui aveva semplicemente trovato questa situazione”.
Al contrario “dalla reazione avuta da Napolitano si è capito che erano immischiati pure loro: ci ha trattato come provocatori, ha affermato che se fosse emerso lo scandalo il PDS avrebbe potuto perdere un milione di voti!”
Bassetti fa anche altri nomi, come quello di Donato Marra, allora Segretario generale della Camera, il quale “anche se non guadagnava probabilmente nulla dagli affari illeciti, nel suo ruolo non poteva non vedere quello che accadeva”. Donato Marra è ancora oggi molto vicino al Prersidente Napolitano, essendo in questo momento suo stretto collaboratore al Quirinale.
( tratto da http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1095935.php )

Per queste denunce, portate avanti tenacemente e a viso aperto, Michele aveva ricevuto diverse minacce anonime ed aveva subito una vera e propria persecuzione da parte dei CC di Spoleto.
Oggi è sequestrato, da ormai 4 mesi, in un lager di stato con assurde accuse di terrorismo: il potere realizza così la sua vendetta!

Tratto in http://emiliaromagna.indymedia.org/node/1434


Processo Mori: l'allarme inascoltato di Vincenzo Scotti. Rimosso perchè di intralcio alla trattativa?

http://www.antimafiaduemila.com/2011120934936/sistemi-criminali/processo-mori-lallarme-inascoltato-di-vincenzo-scotti-rimosso-perche-di-intralcio-alla-trattativa.html

 di Lorenzo Baldo - 9 dicembre 2011
Palermo. “Nascondere ai cittadini che siamo di fronte a un tentativo di destabilizzazione delle istituzioni da parte della criminalità organizzata è un errore gravissimo. Io ritengo che ai cittadini vada detta la verità e non edulcorata. Io me ne assumo tutta la responsabilità. Se qualcuno ritiene che questo non sia vero sono pronto alle dimissioni ma per questa ragione, ma non cedo il passo su questo terreno, ho detto che l’allarme sociale è altissimo e la gente deve sapere queste cose. Siamo un Paese di misteri e io non intendo gestire il ministero degli Interni con una condizione di silenzio o di misteri e senza mettere su carta le cose che si fanno”. Sono le parole di Vincenzo Scotti, ministro dell’interno nel 1992 tratte dalla sua audizione del 20 marzo del ’92 alla Commissione Affari Costituzionali e Interni della Camera dei Deputati.

Quel giorno davanti alla Commissione depose anche l’allora capo della Polizia Vincenzo Parisi che, se pur con maggiore prudenza, ribadì i timori manifestati da Scotti. Nell’udienza odierna al processo che vede alla sbarra il generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu per la mancata cattura di Provenzano i pm Ingroia e Di Matteo hanno chiesto alla Corte di acquisire agli atti entrambe le audizioni. Le dichiarazioni dell’ex ministro degli Interni pesano come macigni soprattutto se contestualizzate nel periodo immediatamente precedente alla strage di Capaci, a quella di via D’Amelio e alle bombe di Roma, Firenze e Milano. Nonostante la gravità di quelle parole l’allarme lanciato da Scotti non sortì alcuna reazione da parte dei vertici delle istituzioni dell’epoca. Tutt’altro. Il 23 maggio si verificò la strage di Capaci e poco più di un mese dopo, il 28 giugno, lo stesso Scotti venne sostituito al Ministero degli Interni da Nicola Mancino. E le stragi continuarono. L’ipotesi che quelle dichiarazioni di Scotti lo avessero reso “inaffidabile” agli occhi di esponenti delle istituzioni che avevano intavolato una trattativa con la mafia e che per questo doveva essere sostituito è tutta da esplorare. Ed è evidente che si tratta solamente di un tassello all’interno di un puzzle molto più complesso.
Il pm Di Matteo ha spiegato quindi alla Corte che attraverso la lettura integrale delle trascrizioni delle audizioni di Parisi, ma soprattutto di Scotti “ci si potrà rendere conto come l’allarme successivo all'omicidio dell'europarlamentare Salvo Lima su eventuali attentati preparati dalla criminalità organizzata nei confronti di altri politici non fosse stato accolto” e che il rischio di attentati nei confronti di esponenti politici come Vizzini, Mannino e Andreotti “non fosse fondato solo sulle dichiarazioni di Elio Ciolini (un ambiguo personaggio della destra eversiva legato ai Servizi, ndr), ma su ulteriori elementi concreti esplicitati da Scotti e Parisi in quelle audizioni”. Dopo aver consultato l’accusa e la difesa il presidente della IV sezione penale, Mario Fontana, ha deciso quindi di ascoltare Vincenzo Scotti nelle prossime udienze. Così come per quanto riguarda l’audizione dell’ex Direttore Generale detenuti del Dap, Sebastiano Ardita, il presidente Fontana l’ha programmata per il prossimo 23 dicembre. A fronte del nuovo capo di imputazione contestato a Mori nella fattispecie di “violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario” la difesa dell’ex comandante del Ros, rappresentata dall’avvocato Basilio Milio, ha stilato numerose richieste di acquisizioni documentali e una lunga lista di testi per i quali ha chiesto l’audizione. Tra questi: l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, l'ex premier Giuliano Amato, l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, l'ex procuratore capo di Palermo Giancarlo Caselli, l’ex componente del pool antimafia Leonardo Guarnotta e l’ex procuratore aggiunto di Palermo Vittorio Aliquò; tra gli alti ufficiali dei carabinieri la difesa ha chiesto di ascoltare l'ex comandante generale Nicola Viesti, il generale Bruno Ganzer, il colonnello Giuseppe De Donno, così come l'ex capitano “Ultimo” Sergio De Caprio. Dal canto suo Di Matteo ha ribadito la richiesta della Procura di acquisire tra l’altro gli estratti dell’agenda di Bruno Contrada con riferimento ai suoi incontri con il generale Antonio Subranni e Calogero Mannino, così come i verbali della vedova di Paolo Borsellino, Agnese. Il pm ha rinnovato la richiesta di acquisizione delle trascrizioni dibattimentali del processo Mannino relativamente alle deposizioni di Antonio Subranni, Riccardo Guazzelli, Bruno Contrada e Calogero Mannino con riferimento ai rapporti di quest’ultimo con il generale Subranni al quale lo stesso Mannino avrebbe confidato le minacce di morte ricevute in quel periodo del ’92 mai denunciate all’autorità giudiziaria. Di Matteo ha chiesto ugualmente l’acquisizione dell’articolo di Repubblica del 20 aprile del 2006 intitolato “Il figlio di Riina: Provenzano è uno sbirro”. L’obiettivo della procura di Palermo è quello di trovare i riscontri alla ricostruzione del controverso episodio delle invettive di Giovanni Riina all’ingresso di Provenzano nel carcere di Terni. La falsa notizia sarebbe stata fornita a Massimo Ciancimino dal famigerato signor “Carlo-Franco”. Dietro a quella informazione si poteva celare il tentativo di far spostare Bernardo Provenzano dal carcere di Terni verso altre strutture possibilmente più “aperte”, magari con qualche “ospite” di Cosa Nostra da far incontrare a ‘zu Binnu. Dubbi e interrogativi che attendono ancora risposte. E che si vanno ad incastonare all’interno di una trattativa tutta ancora da scrivere.

ARTICOLI CORRELATI

- Trattativa Stato-mafia, il ministro Scotti e l’allarme nascosto dopo l’omicidio Lima - di Giuseppe Pipitone


Ulteriori approfondimenti

 

MILABS, finti rapimenti alieni e tecnologia avanzata

 

http://cieliparalleli.com/documenti029/MILABS_e_armi_ad_energia_diretta_13032011_LB.html




Ultimo aggiornamento Domenica 30 Settembre 2012 17:15  

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Non è una nazione l'Europa

Non è vero alcun parlamento europeo perché inesistente una “unione europea”

http://www.cieliparalleli.com/Politica/non-sono-veri-i-qparlamentari-europeiq-di-ida-magli.html

Wolfgang Gerhard Günter Ebel

Reichskanzler

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( http://www.der-reichskanzler.de/ ).

Deutschland Regierung

http://www.regierung.re/general/index.html

"GERMANY: 58 YEARS OF U.S. OCCUPATION". By Christopher Bollyn

http://www.cieliparalleli.com/documenti033/Germany_58_US_occupation_by_Christopher_Bollyn_9_may_2003.pdf

Germania non ha ancora un Trattato di pace / In Deutschland gibt es keinen Friedensvertrag

http://www.cieliparalleli.com/Appunti-di-Cronaca/germania-non-ha-ancora-un-trattato-di-pacein-deutschland-gibt-es-keinen-friedensvertrag.html

 

 

 

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