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Gara d'acquisto ai missili Exocet e il crack del Banco Ambrosiano per fare la guerra alle Malvinas argentine

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Gara d'acquisto ai missili Exocet e il crack del Banco Ambrosiano per fare la guerra alle Malvinas argentine, I coloni di Nuova Svevia (Neuschwabenland),

1207175136 fAggiornamenti, 13 agosto 2016 (2).

Un rapporto del MI6 britannico riferisce nel 1982 che la giunta argentina, non si sa come fosse entrata in possesso di 6 missili Exocet. Nonostante abbiano perso la guerra alle Islas Malvinas i britannici si ostinano ancora a chiamare "Falkland" quelle isole argentine.

"I missili Exocet finirono all'Argentina nonostante le enormi peripezie affrontate dai finanzieri vaticani tra i più noti, Licio Gelli e Michele Sindona, per impedire al governo argentino l'acquisto di quegli ordigni. Il governo argentino tramite gli Exocet colpi i britannici cacciatorpediniere HMS Sheffield, HMS Glamorgan, la portacontainer SS Atlantic Conveyor, per un totale di 55 morti e più di 100 feriti. L’operazione “pesce volante” aveva permesso d'incanalare tramite la società vaticana oltre 600 milioni di dollari, di cui 11 milioni scivolarono nella cassa “B” dello Stato vaticano. Tali fondi risulta che sarebbero serviti per l'acquisto di missili Exocet da parte del Vaticano ma siccome l'affare sfumò clamorosamente, i fondi furono, successivamente impiegati per il finanziamento di Solidarność e Lech Wałęsa, in Polonia".

Gara d'acquisto del Vaticano ai missili Exocet causarono il crack del Banco Ambrosiano nel 1981 e la tragica fine di Albino Luciani (Papa Giovanni Paolo I), di Roberto Calvi e probabilmente le persone sparite (desaparecidos) tra il Cile e L'Argentina che si accorsero in qualche modo delle frodi finanziarie bancarie presso il "Banco Ambrosiano de America del Sud" da parte della Loggia P2 impegnata a raccattare fondi per fare la guerra alle Islas Malvinas argentine.

Perché il Vaticano era così interessato alla conquista delle Islas Malvinas?

Una delle inchieste più consistenti sui traffici affaristici del Vaticano condotti dai suoi noti agenti finanziari della P2 è contenuta nel libro "In Nome di Dio" prodotto dall'investigatore inglese David Yallop nel 1984. L'inchiesta fu distribuita e indisturbata perché al suo interno l'autore cerca di convincere i suoi lettori che Licio Gelli e Michele Sindona stessero operando per favorire il governo argentino nell'acquisto di missili Exocet. Un'affermazione alquanto bizzarra poiché era la Santa Sede che tentava d'acquisirli tramite i suoi agenti della P2" e non vi riuscì perdendo per tale ragione la guerra presso le Islas Malvinas in Argentina nel 1982 .

L'Inchiesta di David Yallop fu commissionata dai vescovi che subirono perdite economiche durante il crack del Banco Ambrosiano e la conseguente dissoluzione della loro Banca Cattolica del Veneto . Molti dati furono, inoltre, ceduti a Yallop dal finanziere della Santa Sede Flavio Carboni, il quale "registrava sempre scrupolosamente ogni sua telefonata in uscita e in entrata".

Il fallimento del Banco Ambrosiano e gli istituti di credito ad esso connessi fu determinato dal fatto che il Vaticano stava accumulando enormi quantità di fondi con lo scopo d'armare flotte ed acquistare i missili Exocet da dare in dotazione alle sue Forze militari gestite dall''Ammiragliato britannico, occupare le Islas Malvinas in Argentina e basarsi militarmente e strategicamente il più vicino possibile al continente antartico.

Quindi, i finanzieri del Vaticano non agirono per favorire l'Argentina ma si attuarono, invece, per contrastare l'acquisto di missili Exocet da parte del governo argentino.

Rimane ancora un mistero come il governo argentino abbia potuto soffiare l'acquisto dei missili Exocet all'Ammiragliato britannico che è da molti secoli la Forza militare al servizio del Vaticano. Sta di fatto che la Marina britannica non riuscì a detenere gli Exocet e quindi ad occupare le Islas Malvinas argentine nel 1982. Ancora adesso il Vaticano tramite la sua flotta britannica armata tenta di farlo, costi quel che costi a discapito d'economie dei popoli nazionali.

I fiumi di denaro usati dal Vaticano per fare la guerra contro i coloni di Nuova Svevia che si erano basati in Antartico nel 1938 sono uno dei segreti più nascosti dalla Vatican Incorporated all'opinione pubblica totale. Per tale ragione entro l'inchiesta di David Yallop noi troviamo un'incongruenza madornale quando l'autore afferma che "Licio Gelli tramite i fondi racimolati con ogni stratagemma dal Vaticano intendeva acquistare i missili Exocet per L'Argentina". Infatti, Licio Gelli e i burattinai del Vaticano furono, invece, incaricati dalla Vatican Incorporated proprio per soffiare l'acquisto di quei missili al governo argentino. I loro sforzi non ebbero successo poiché fu l'Argentina ad acquistare i missili e in tale modo poté difendere le Islas Malvinas dalla guerra che il Vaticano aveva organizzata con le sue armate dell'Ammiragliato britannico contro la nazione Argentina.

Seguono alcuni estratti dal libro "In Nome di Dio" di David Yallop.

 

IL "PACCHETTO"

In pratica. La colletta di valuta per l'acquisto di missili Exocet da parte dello IOR (Banca Vaticana).

Pag. 7 - 1978 - I burattinai (finanzieri) di papa Paolo VI "erano molti e piazzati in molti paesi. Gelli controllava la P2 e attraverso essa l'Italia. A Buenos Aires la città dove aveva discusso il problema del nuovo papa con Calvi, il burattinaio Licio Gelli aveva organizzato il trionfale ritorno al potere di Juan Peron -- un fatto che in seguito Peron avrebbe riconosciuto inginocchiandosi ai suoi piedi. Se Marcinkus, Sindona o Calvi erano minacciati dalle varie azioni progettate da Albino Luciani, era preciso interesse di Licio Gelli che la minaccia venisse rimossa ...

Pag. 38 - Dal 1946 l'Istituto per le Opere di Religione IOR solitamente conosciuto come Banca Vaticana possedeva la maggior parte delle azioni della Banca Cattolica del Veneto. Anche le varie diocesi del Veneto erano piccole azioniste con titoli che ammontavano a meno del 5%. ...

Tra il Veneto e il Vaticano esisteva un accordo secondo il quale la maggioranza delle azioni possedute dallo IOR (il 51% nel 1972) era un'assicurazione contro qualsiasi potenziale rilevamento da parte di terzi. Nonostante i bassissimi tassi d'interesse addebitati al clero veneto, la banca era una delle più ricche del paese. (Una parte notevole delle ricchezze della banca derivava dai beni immobili posseduti nel Nord dell'Italia). Questo felice accordo era cessato bruscamente. La banca che i vescovi credevano di possedere (Banca Cattolica del Veneto), almeno moralmente era stata venduta senza nulla riferire al patriarca o a qualsiasi altra personalità del Veneto. L'uomo che aveva trattato la vendita era il presidente della Banca Vaticana (IOR), Paul Marcinkus. L'uomo che l'aveva acquistata era Roberto Calvi del Banco Ambrosiano di Milano.

I vescovi del Veneto si erano recati in massa nell'ufficio del patriarca (Albino Luciani) in Piazza San Marco. Luciani ascoltò quel che era successo. Gli dissero che in passato quando avevano desiderato aumentare il capitale, si erano rivolti alla Banca Vaticana che aveva prestato del denaro e che poi avevano dato le azioni alla Banca del Veneto come garanzia. Ora queste azioni insieme ad altre acquistate indipendentemente dalla Banca Vaticana erano state vendute a Calvi ad un alto profitto. Gli irati vescovi fecero notare a Luciani che se avessero avuto l'opportunità avrebbero accumulato il denaro necessario per ripagare la Banca Vaticana e, quindi, riacquistato le loro azioni, Ciò che più risultava ai loro occhi ero lo spaventoso abuso di fiducia di Marcinkus che aveva agito nell'interesse del Vaticano che si proclamava capo spirituale nel mondo; il vescovo Marcinkus aveva mostrato una totale mancanza di moralità. Probabilmente la loro collera nasceva anche dal fatto che egli aveva versato l'intero profitto della transazione alla Banca Vaticana (IOR).

Pag. 39 - Albino Luciani si rivolse a colui che era diventato negli ultimi cinque anni uno dei suoi amici più intimi, il vice segretario di Stato, monsignor Giovanni Benelli. Sebbene Benelli fosse il numero due della Segreteria di Stato ai tempi del cardinale Villot, in effetti, era lui che dirigeva l'ufficio. E, in qualità di cacciatore di guai di Paolo VI, Benelli non solo sapeva in quali armadi tutti gli scheletri fossero custoditi, ma era il responsabile del trasferimento di molti di loro.

Benelli ascoltò attentamente la storia che il patriarca di Venezia gli raccontava ... Luciani: "Naturalmente non ho visto nessuna prova documentaria".

Benelli: " Io sì -- rispose Benelli -- Calvi ora è il maggior azionista della Banca Cattolica del Veneto". Il 30 marzo (1972?) Marcinkus gli aveva venduto il 37%". A Benelli piaceva riferire esattamente fatti e cifre. Disse allo sbalordito Luciani che "Calvi aveva pagato 27 miliardi di lire a Marcinkus; che la vendita era il risultato di un piano progettato insieme da Calvi, Sindona e Marcinkus, di una società chiamata Pacchetti che era stata acquistata da parte di Calvi da Sindona dopo che il suo prezzo era stato volgarmente e criminalmente inflazionato sul mercato azionario di Milano: che Marcinkus aveva aiutato Calvi a mascherare la natura di questa e di altre operazioni davanti ai funzionari della Banca d'Italia mettendo i servizi bancari della Banca Vaticana (IOR) a disposizione di Calvi e Sindona. ... significa evasione fiscale, movimenti illegali delle azioni. Credo anche che Marciunkus abbia venduto deliberatamente le azioni della vostra banca veneziana ad un prezzo più basso e, che Calvi abbia pagato il saldo, 31 miliardi di lire, al Credito Varesino".

Pag. 44 - ... Marcinkus e Sindona avevano progettato di comprare la Bastogi con titoli falsi, Mario Foligni asserì anche che con l'aiuto di Sindona il vescovo Marcinkus aveva aperto conti segreti alle Bahamas. ...

Pag. 290 - Calvi stornava milioni di dollari a Licio Gelli che a sua volta usava parte di questo denaro per comprare gli Exocet... (N.d.E.: vedere nota n.1 ).

Pag. 291 - Nel gennaio 1980, a Buenos Aires venne aperto il Banco Ambrosiano de America del Sud. Praticamente non svolgeva alcuna attività bancaria ma costituiva un ramo dell'impero di Calvi, utile per l'acquisto (N.d.E.: solo tentato ma non realizzato) di missili Exocet da parte dell'Argentina (N.d.E.: invece, l'acquisto di missili Exocet era da parte del Vaticano. Vedere nota n. 1 ). Esso forniva anche fondi per l'acquisto di armi da parte di altri regimi del Sud America.

Pag. 300 -- La moglie di Roberto Calvi, Clara, ha dichiarato sotto giuramento che all'inizio di quell'anno (1982) in un'udienza privata con il papa Giovanni Paolo II, Calvi aveva discusso il problema del debito di un miliardo di dollari che il vaticano aveva contratto a causa di Calvi, Gelli, Ortolani e Marcinkus. Probabilmente il papa fece a Calvi una promessa. "Se riusciva a districare il Vaticano da quest'affare avete pieno controllo nella ricostruzione delle nostre finanze". Se quell'offerta fu fatta veramente, allora Sua Santità stava ovviamente cercando qualcosa di più (N.d.E.: vedere alla nota n.1 ). Doveva essere un affare: come al solito.

Il papa e Calvi furono due dei molti che cominciarono a mostrare un reale interesse per la fortuna in dollari che era stata trasferita nelle società estere di proprietà del Vaticano. Il 31 maggio 1982,

Pag. 303, la Banca d'Italia scrisse a Calvi e al suo Consiglio d'amministrazione di Milano per chiedere un conto esatto dei prestiti stranieri effettuati dal Banco Ambrosiano Group. Il Consiglio d'amministrazione, in una pietosa ultima dimostrazione di resistenza verso Calvi, votò 11 voti contro 3 la richiesta della Banca d'Italia. Licio Gelli, che il 10 maggio era tornato segretamente in Europa dall'Argentina, fu un altro a fare richiesta a Calvi. Gelli si stava interessando per un ulteriore acquisto di missili Exocet per aiutare il suo paese d'adozione della guerra delle Falkland contro la Gran Bretagna (N.d.E.: invece è l'opposto e vale a dire che Licio Gelli per conto del Vaticano e delle forze militari britanniche organismi del Vaticano tentava l'acquisto dei missili Exocet per sottrarre l'acquisto all'Argentina, vedere alla nota n.1 ).

 

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Altri estratti da diversi articoli seguono in sintesi:

"Con la grande massa del patrimonio argentino estero congelato e con l'embargo ufficiale delle armi in atto, Gelli fu obbligato a rivolgersi ai commercianti d'armi del mercato nero i quali si mostrarono scettici sulla sua capacità di pagare ciò che offriva per i micidiali missili. Egli, infatti, offriva quattro milioni di dollari per ogni missile, con un ordine minimo di venti. Poiché la cifra era sei volte superiore al prezzo ufficiale. C'era un notevole interesse per l'ordinativo subordinato alla raccolta di Gelli del denaro necessario. Egli era molto conosciuto tra i commercianti d'armi perché in passato aveva acquistato attrezzature radar, aerei, pistole, carri armati... Ora aveva bisogno di almeno ottanta milioni di dollari ed il bisogno era urgente. La guerra delle "Falkland" (N.d.E.: la guerra dell'Ammiragliato britannico in pratica il Vaticano alle Islas Malvinas argentine) era sospesa ad un filo".

"Francia ha negato le consegne per l'acquisto di AM39s Exocet al Perù per evitare la possibilità che il Perù li desse all'Argentina, perché sapeva che il pagamento sarebbe stato effettuato con carta di credito da parte della Banca centrale del Perù. L'intelligence britannica ha rilevato che la garanzia era un deposito di duecento milioni di dollari presso il Banco Ambrosiano Andino, una consociata del Banco Ambrosiano".

"Degna di un film per "Agente 007" la disputa diplomatica e segreta tra i membri del Vaticano incapaci d'acquisire i missili Exocet perdendo per tale ragione la guerra di conquista alle Islas Malvinas in Argentina nel 1982".

Thatcher's blistering attack on French over Exocets during Falklands

By 6:00AM GMT 28 Dec 2012

http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/defence/9767736/Thatchers-blistering-attack-on-French-over-Exocets-during-Falklands.html

 

0013729e477112487ddc4aThatcher's Falklands file shows special relationship with Reagan

http://www.chinadaily.com.cn/cndy/2012-12/29/content_16067190.htm

 

 

 

 

 

Le spese sostenute dal Vaticano per la tentata e fallita conquista delle Islas Malvinas in Argentina nel 1982:  

<<REGNO UNITO -

Naval Ensign of the United Kingdom.svg Forze dell'operazione Corporate (comandante Task Group 317.8 (squadra da battaglia): contrammiraglio John Woodward (HMS Hermes); comandante Task Group 317.0 (gruppo anfibio): commodoro Clapp (HMS Fearless); comandante squadra di rifornimento: commodoro S.C. Dunlop; comandante forze di terra: generale dei Royal Marines Jeremy Moore)

Portaerei Hermes (ammiraglia della squadra) con velivoli Sea Harrier ed elicotteri Sea King

Portaerei Invincible con velivoli Sea Harrier ed elicotteri Sea King

1 cacciatorpedienere della classe Type 82: HMS Bristol (D23)

5 cacciatorpediniere della classe Type 42: Coventry, Sheffield, Birmingham, Cardiff, Glasgow

2 cacciatorpediniere della classe County: Glamorgan, Exeter

2 fregate della classe Type 22: Broadsword e Brilliant

7 fregate della classe Type 21: Antelope, Active, Ambuscade, Arrow, Alacrity, Ardent, Avenger

2 fregate della classe Type 12M (Rothesay) : Plymouth e Yarmouth

2 fregate della classe Type 12I (Leander): Andromeda, Argonaut, Minerva, Penelope [40]

10 petroliere di squadra

6 navi logistiche da sbarco (LSL, Landing Ship Logistic): RFA Sir Bedivere (L3004), RFA Sir Galahad (L3005), RFA Sir Geraint (L3027), RFA Sir Lancelot (L3029), RFA Sir Percivale (L3036), RFA Sir Tristram (L3505)

5 navi rifornimento militari

1 nave supporto elicotteri: HMS Engadina

5 sommergibili nucleari delle classi Churchill, HMS Conqueror (S84) e HMS Courageous (S50), Swiftsure , HMS Spartan e HMS Splendid, e Valiant, HMS Valiant (S102)

1 sommergibile diesel-elettrico della classe Oberon: HMS Onyx

2 navi da sbarco (LPD, Landing Platform Docks): HMS Fearless e HMS Intrepid navi RFA Tidespring e RFA Stromness

6 navi mercantili, tra cui la Atlantic Conveyor, attrezzate in vario modo per il trasporto di elicotteri Chinook e aerei Harrier GR.3

9 navi traghetto RORO civili, ta cui il Norland e il Rangatira

7 navi da carico civili

15 petroliere

8 rimorchiatori / navi

Transatlantici Canberra e Queen Elizabeth 2 utilizzati come trasporto truppe

Rompighiaccio Endurance

velivoli Harrier GR.3 (arrivati più tardi a bordo di nave da trasporto per affiancare i Sea Harrier)

bombardieri Avro Vulcan (dall'aeroporto di Ascension)

Brigata anfibia dei Royal Marines con 42° e 45° Commando, rinforzata da 2º e 3º battaglione paracadutisti del The Parachute Regiment

5ª brigata di fanteria (con i battaglioni Welsh Guard, Scots Guard e Gurka)

elementi del SAS e dello SBS>>. http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_delle_Falkland

 

o-FALKLANDS-570

http://www.huffingtonpost.co.uk/2012/12/27/margaret-thatcher-defied-regan_n_2369370.html

Una bomba argentina esplode a bordo della fregata Royal Navy HMS Antelope uccidendo l'ingegnere artificiere che stava cercando di disinnescarla.

 

 

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Approfondimenti

La storia sui desaparecidos in Sud America è mistificata, ancora alquanto oscura e scarsa di pubblicazioni documentali ma sicuramente è connessa a manovre sporche della P2 i cui membri erano impegnati ad accumulare fondi per armare flotte faraoniche della Marina britannica (Vaticano) e ad accessoriarla con i missili Exocet.

<<Il Corriere della Sera, fece spostare il suo corrispondente Gian Giacomo Foà da Buenos Aires, visto che quest’ultimo aveva deciso personalmente di documentare i fatti contro la linea editoriale del suo giornale. Scrive la redazione di “24 marzo Onlus”: 

L’atteggiamento del quotidiano di via Solferino può essere spiegato considerando il fatto che la “tela” delle manovre occulte della “Loggia P2″ si estendeva, oltre che al Corriere, anche alla stessa Argentina. Autorevoli membri del regime militare argentino, come l’ammiraglio Massera e il generale Suárez Mason, erano iscritti alla loggia di Licio Gelli. Nonostante i suoi precedenti legami con la destra peronista Licio Gelli, che era stato in precedenza accreditato da Isabelita Perón come consigliere economico dell’Ambasciata d’Argentina in Roma, poté rimanere al suo posto dopo il golpe e, grazie alla protezione dei due gerarchi militari, poté incrementare i suoi “loschi” affari nell’ambito dei contratti petroliferi e del traffico delle armi con la Libia di Gheddafi e il Medio Oriente. In cambio della forte protezione dei vertici militari al potere, Gelli si impegnò con loro affinché in Italia si venisse a sapere il meno possibile della situazione interna del paese sudamericano. Da abile manovratore qual era, comprese che il miglior modo per influenzare l’opinione pubblica italiana fosse quello di informarla il meno possibile e il “Corriere della Sera”, in mano alla P2, si regolò di conseguenza, per cui le notizie provenienti dall’Argentina finivano per essere filtrate a dovere. Le più alte cariche amministrative del Corriere, infatti, erano ricoperte da affiliati alla Loggia P2: l’amministratore delegato Bruno Tassan Din, il direttore del quotidiano dall’ottobre del 1977, Franco Di Bella, e, soprattutto, lo stesso proprietario del gruppo di via Solferino, Angelo Rizzoli.

Nel luglio del 1977 Rizzoli aveva ottenuto, attraverso l’intermediazione di Licio Gelli, i fondi necessari per effettuare un’operazione di ricapitalizzazione del gruppo di venti miliardi di lire. Grazie, poi, all’amicizia tra Massera e il “Maestro Venerabile”, l’editore milanese aveva ottenuto ad un ottimo prezzo gli impianti argentini della “Editorial Abril”, la più grande casa editrice del paese espropriata ai fratelli italiani Civita di famiglie ebraiche. In cambio di tutto ciò, Gelli ottenne da Rizzoli la garanzia che il Corriere divenisse, all’insaputa della maggioranza dei redattori, un docile strumento nella mani della P2; ciò significava, tra l’altro, mantenere un sostanziale silenzio nei confronti delle violazioni dei diritti umani compiute dai militari. Dal 1977 al 1981, perciò, gli interventi del Corriere della Sera sulla vicenda dei desaparecidos in Argentina furono molto ridotti e, nei rari casi in cui se ne occupava, solitamente era per fornire un’immagine “rassicurante” del paese».

La stessa Margaret Thatcher nel 1983 avviò procedimenti per la privatizzazione dei beni collettivi inglesi con lo scopo di raccattare valuta per armare le flotte da spedire alle Malvinas servendo l'intento espansionistico del Vaticano:

<<UK: Thatcher’s death greeted by jubilant crowds in London>>

http://ruptly.tv/vod/view/674/uk-thatchers-death-greeted-by-jubilant-crowds-in-london

Da documenti racimolati con fatica emerge, infatti, che le persone sparite tra 1976 e il 1983 facevano parte quasi tutte della classe dirigente e non provenivano dalle classi meno abbienti. Erano imprenditori, dipendenti bancari, giornalisti, giuristi, docenti, studenti universitari, vale a dire persone in grado di comprendere tecnicamente le azioni bancarie fraudolente del Banco Ambrosiano Andino. Impossibile non collegare i fatti con il crack del Banco ambrosiano (Vaticano) avvenuto nel 1981 e del suo consociato Banco Ambrosiano Andino creato dagli agenti finanziari vaticani della P2, (...).

L’Italia e i desaparecidos argentini d’origine italiana. Di Rosti, Marzia Anna Linda Maria

http://air.unimi.it/handle/2434/53225

 

Tra gli anni 1976 e 1982, la Giunta militare argentina, capeggiata da Jorge Rafael Videla e dai suoi successori Roberto Eduardo Viola, Leopoldo Galtieri e Reynaldo Bignone evidentemente erano burattini ricattabili in balia del Vaticano. Non furono certo loro ad organizzare la resistenza e difesa delle Islas Malvinas. Se le Islas Malvinas fossero state conquistate dal Vaticano nel 1982 l'intera nazione Argentina sarebbe stata invasa militarmente dalle Forze militari dell'Ammiragliato britannico e allo stesso modo lo sarebbero state le altre nazioni in Sud America.

Si può allora dedurre che alcuni membri della classe dirigente in Argentina riuscirono a recuperare privatamente i fondi necessari per l'acquisto di missili Exocet e per armare la Difesa dagli attacchi pontifici sulle Islas Malvinas. Mentre altri menbri disposti a tradire il popolo argentino servivano agende vaticane. In ogni caso chi ebbe modo d'intuire o scoprire i piani e i movimenti finanziari illegittimi del Banco Ambosiano de America del Sud fu soppresso dalle squadre spionistiche militari della Chiesa cattolica, istituzione già estremamente infiltrata in Argentina e in Sud America da secoli.

 

Ulteriori approfondimenti

la Banca Veneziana di Crediti e Conti Correnti nel 1948 (Venezia)
http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_Cattolica_del_Veneto

Il Banco si trovò ad affrontare una prima crisi di liquidità, che risolse ricevendo finanziamenti dalla BNL e dall'ENI per circa 150 milioni di dollari, mentre una seconda crisi di liquidità nel 1980 fu risolta grazie a un nuovo finanziamento dell'ENI di 50 milioni di dollari, per ottenere i quali Calvi, come risulta dagli atti processuali, pagò tangenti a Claudio Martelli[1] e Bettino Craxi[2].

Bettino Craxi dopo il crack del Banco Ambrosiano fece mantenere l'establishment aziendale privato vaticano alle spese degli italiani/e:

<<Non è più religione di stato la chiesa cattolica ma è ufficialmente dal 18 febbraio 1984, una privata società per azioni>>

http://www.cieliparalleli.com/Politica/non-e-piu-religione-di-stato-la-chiesa-cattolica-ma-e-ufficialmente-dal-18-febbraio-1984-una-privata-societa-per-azioni.html

 

Il "castello di carte" dell'Ambrosiano crollò nel 1981 con la scoperta della loggia P2 che lo proteggeva: Calvi, rimasto senza protezioni ad affrontare lo scandalo, cercò l'intervento del Vaticano e dello IOR, ma poco meno di due mesi dopo, il 21 maggio, venne arrestato per reati valutari, processato e condannato.
Il salvataggio della banca
Il 18 giugno 1982 il presidente Calvi viene ritrovato impiccato sotto un ponte di Londra. 4 giorni dopo la misteriosa morte del banchiere, il ministro del Tesoro Beniamino Andreatta, su proposta della Banca d'Italia allora guidata da Carlo Azeglio Ciampi, dispone lo scioglimento degli organi amministrativi dell'istituto. Sul Banco grava un buco finanziario di 1200 miliardi di lire.
Il Nuovo Banco Ambrosiano
Il 6 agosto 1982 il (vecchio) Banco Ambrosiano viene messo in liquidazione. Un gruppo di banche, pubbliche (BNL, IMI, Istituto San Paolo di Torino) e private (Banca Popolare di Milano, Banca San Paolo di Brescia, Credito Emiliano e Credito Romagnolo) accettano di partecipare al salvataggio apportando nuovo capitale per 600 miliardi di lire. La presidenza del nuovo istituto (denominato Nuovo Banco Ambrosiano) viene affidata il giorno stesso all'avvocato Giovanni Bazoli.
Il Nuovo Banco Ambrosiano si accolla cespiti, perdite e debiti del vecchio istituto. Il 9 agosto riaprono gli sportelli con le nuove insegne. Sotto la regia di Giovanni Bazoli e con la guida di Pierdomenico Gallo il gruppo inizia faticosamente a crescere.
Una prima svolta, dopo due anni di sofferenze e bilanci in perdita, avviene nel 1984, con la vendita della casa editrice Rizzoli alla Gemina, società finanziaria di casa Agnelli, che batte la concorrenza di due cordate, una guidata dal fiscalista Victor Uckmar e un'altra sponsorizzata da Bettino Craxi, all'epoca presidente del Consiglio. Come conseguenza, dal capitale uscì l'IMI.

Osservazioni

Anche adesso (11 aprile 2013) i membri della "Santa" sede stanno svuotando le Casse dei popoli nazionali per comprarsi armamenti sofisticati e tentando il loro ultimo salto in Antartide dove s'ammazzeranno. Gli armamenti, infatti, non sono dati ai preti gratuitamente e non possono essere acquistati con titoli falsi, schede elettroniche di plastica o assegni bancari recanti numeri virtuali ma, ci vogliono maree di valute internazionalmente riconosciute. E bisogna inoltre specificare che le immense ricchezze in oro e tesori accumulati nel tempo dalla ladra chiesa catto/umanista ambrosiana falsa romana non possono essere intaccate per tale ragione l'imperatore cattolico ordina ai suoi stracci servitori frammassoni capi di stato e ministri la confisca dei fondi ai popoli direttamente presso Casse nazionali per tentare di fare la guerra al vero Re del mondo il Sanat Kumara.

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NEWS -- Proprio In seguito al mio articolo pubblicato sul crack del Banco Ambrosiano causato da un bisogno di fare colletta con lo scopo d'accaparrarsi gli strategici missili Exocet da parte del Vaticano per scippare militarmente le Islas Malvinas in Argentina agli inizi degli anni '80, qualcuno tra i padri gesuiti (N.d.E.: Kevin Annett) ha fatto pubblicare in data odierna ma senza firma un pamphlet alquanto confusionario attribuito a "sorgenti governative britanniche" sconosciute, promanate da un tribunale privato che riconduce a Kevin Annett denominato ITCCS "The International Tribunal into Crimes of Church and State" (nome della società privata di Kevin Annett) secondo il quale Jorge Mario Bergoglio (gesuita) risiedente in Argentina ma dal 13 marzo 2013 divenuto il papa dei cattolici sotto il nuovo nome Francesco I che, insieme al frammassone noto agente finanziario del Vaticano Roberto Calvi sarebbero ritenuti, nell'articolo in questione appena girato, come "gli amici degli argentini e nemici della Santa sede" (un'affermazione che proprio non quadra).

Seguentemente è indicato il pezzo dal titolo:

<< Pope Francis linked to Exocet Missile, according to British gov -Thatcher's Death and Queen's Pending Resignation are 1>>

Posted By: RumorMail -- Date: Thursday, 11-Apr-2013 18:11:32

http://www.rumormillnews.com/cgi-bin/forum.cgi?read=273841

 

NOTE

1) - Per capire come mai il Vaticano e le sue armate marinare spesero consistenti sforzi diplomatici e oceani di fondi per tentare la conquista delle sperdute Islas Malvinas in Argentina nel 1982, bisogna risalire ai fatti riguardanti un primo tentativo da parte della Santa Sede di conquistare militarmente l'Antartide tramite l'Operation Highjump organizzata nel 1946-47. In quella data il Vaticano spedì una grande flotta del suo Ammiragliato britannico verso "i confini del mondo" per tentare l'annientamento dei coloni tedeschi che si erano basati su alcune regione d'Antartide dal 1938 e avevano fondato la loro colonia Nuova Svevia (Neuschwabenland). I tedeschi che furono accerchiati militarmente dalle armate vaticane SHAEF presso ogni loro confine in Germania boreale durante gli anni quaranta, si organizzarono però militarmente sulle loro colonie in Antartide conquistate legittimamente nel 1938 e battezzate "Nuova Svevia".

Durante la guerra della Santa Sede ai coloni tedeschi di Nuova Svevia nel 1946-47 in Antartide, l'intento del Vaticano era anche quello d'introdurre una bomba atomica d'alto potenziale nella cavità polare australe per minacciare la civiltà che vive dai tempi atavici all'interno del nostro geode planetario. Anche se quest'ultima affermazione può suonare assurda alla maggior parte dei lettori è invece assai fondata poiché il Vaticano fin dall'epoca di Federico d'Aragona (Federico I di Napoli) spende ingenti fortune per ricercare e conquistare il "Regno del Prete Gianni", termine con il quale i Francescani si riferivano al complesso di terre continentali interiori che i monaci tibetani chiamano Shamballa http://www.cieliparalleli.com/Storia-delle-religioni/shamballa.html

 

2 - Il 4 agosto 2016 - di giovedì, giorno della tradizionale marcia settimanale - la magistratura federale argentina ha emesso un ordine di cattura nei confronti di Hebe de Bonafini, presidente dell’associazione Madres de Plaza de Mayo. L’accusa è di appropriazione indebita di denaro pubblico. L’ordine è stato emesso dal giudice federale Marcelo de Martínez de Giorgi dopo che Bonafini si è rifiutata di comparire a due udienze per difendersi dall’accusa di aver incamerato illegalmente fondi pubblici per mezzo di progetti sociali di costruzione di case popolari, ...   È stata accusata prima di istigazione a delinquere e attività sovversive e poi per frode nei confronti dell’amministrazione pubblica e uso improprio di fondi pubblici (per le cooperative di autocostruzione). ...

Fonte https://www.left.it/wp-content/uploads/2016/08/left-sera-05082016.pdf

21 ottobre 2010<< I rapporti investigativi affermano che entrambi i figli e il marito di Hebe de Bonafini risiedono nella città di Parigi>>

http://intelligenceservicechile.blogspot.it/2010/10/hebe-bonafini-presidenta-de-las-madres.html

 

 

 

 

 

 

CRONACA

Anche adesso il Vaticano sta rovinando economie nazionali per ri-tentare una guerra di conquista alle Islas Malvinas in Argentina.

17 marzo 2013, 18:46 - Gianluca Baldassarri, l'ex capoarea finanza di Mps è indagato nell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta, tra l'altro, per associazione per delinquere, concorso in ostacolo alla vigilanza e truffa

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2013/03/16/Mps-Scarcerato-Baldassarri-sara-interrogato-oggi_8410768.html

 

24 aprile 2013. Ore 16:50 -- Papa:a nonne Plaza Mayo, contate su di me.

Movimento, aprire registri Chiesa per trovare figli desaparecidos

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/04/24/Papa-nonne-Plaza-Mayo-contate-di_8607553.html

 

Commento personale all'articolo - Mario Bergoglio parla (ma blandamente) alle "donne di plaza de Mayo" sui crimini compiuti contro persone in sud America per il semplice fatto che le donne di Playa de Mayo sono state come istituzione inventate di sana pianta dal Vaticano.

 Le famiglie dei veri "desaparecidos" non hanno, infatti, spazi giornalisti e territoriali perché altrimenti si verrebbero a conoscere i nomi reali delle persone mancanti e il ruolo lavorativo che queste ricoprivano.

plaza-de-mayo

Attrici ma vere agenti dei servizi segreti vaticani interpretano "le donne di Plaza de Mayo"?

PS: una volta si chiamavano suore le agenti dei servizi spionistici vaticani. 

Le persone fatte sparire in Cile e in Argentina dal Vaticano erano probabilmente assunte presso il "Banco Ambrosiano do Sur"...

(...).

Ulteriori approfondimenti (venerdì 6 marzo 2015).

Nel 1958 ("Anno geofisico internazionale") le flotte armate del papa cattolico fecero esplodere la bomba atomica nei pressi di banchise al polo sud ma non riuscirono a raggiungere il loro obiettivo per le stesse ragioni sopra riportate. Successivamente nel giugno 1982 il pontefice cattolico fece inviare un'altra spedizione armata in pompa magna alle isole argentine Malvinas ("Falkland") con lo stesso scopo (conquistare territori in Antartide) ma anche in quel caso la flotta papale (Marina britannica) fallì miseramente perché i suoi sistemi elettronici basati sul cacciatorpediniere HMS Sheffield furono distrutti da un missile Exocet in dotazione alla Difesa argentina.

La clip seguente sui missili Exocet dell'Argentina adoperati durante la Difesa del 1982 alle Malvinas cercate di archiviarla perché continua a sparire:

(...).

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Gennaio 2017 00:26  

Commenti   

 
#3 How to hack psn 2017-05-19 15:17
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#2 Lorella Binaghi 2015-09-09 21:35
Buona sera Roberto, anche l'attuale presidente nazionale Cristina Kirchner afferma la sovranità argentina sulle Islas Malvinas. Rimane in ogni caso ancora un mistero da svelare interamente la guerra fulminea "britannica" del 1982 alle Islas Malvinas argentine. In pratica terminata troppo in fretta per le perdite subite dalla flotta "britannica" proprio a causa di un Exocet lanciato da ingegneri militari argentini e che colpì i sistemi elettronici basati sul cacciatorpedini ere HMS Sheffield, dalla cronaca. Per tale ragione a me sembra ancora una guerra in atto e a più riprese quella del governo britannico all’Argentina. Le perdite umane argentine durante il conflitto del 1982 alle Malvinas furono maggiori rispetto a quelle inglesi allo stesso modo consistenti, non ci furono vincite in quella guerra. Fu un orrore che si poteva evitare. (...).
 
 
#1 Roberto 2015-09-07 17:08
Buonasera,
a me risulta che la guerra sia stata vinta dal Regno Unito, non dall'Argentina. Come mai lei sostiene il contrario?
Saluti,
Roberto
 

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Non è vero alcun parlamento europeo perché inesistente una “unione europea”

http://www.cieliparalleli.com/Politica/non-sono-veri-i-qparlamentari-europeiq-di-ida-magli.html

Wolfgang Gerhard Günter Ebel

Reichskanzler

Wolfgang Gerhard Günter Ebel

( http://www.der-reichskanzler.de/ ).

Deutschland Regierung

http://www.regierung.re/general/index.html

"GERMANY: 58 YEARS OF U.S. OCCUPATION". By Christopher Bollyn

http://www.cieliparalleli.com/documenti033/Germany_58_US_occupation_by_Christopher_Bollyn_9_may_2003.pdf

Germania non ha ancora un Trattato di pace / In Deutschland gibt es keinen Friedensvertrag

http://www.cieliparalleli.com/Appunti-di-Cronaca/germania-non-ha-ancora-un-trattato-di-pacein-deutschland-gibt-es-keinen-friedensvertrag.html

 

 

 

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