Sentenze favorevoli a rimozione di pericolosi e superflui impianti per lancio d'oggetti elettromagnetici sulla popolazione !!
Sentenze favorevoli a rimozione di pericolosi e superflui impianti per lancio d'oggetti elettromagnetici sulla popolazione !!
20 Marzo 2009
Inserito da Lorella Binaghi
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Impianto TETRA inautorizzato, posto all'oratorio parrocchiale di Morazzone.
(Foto d'archivio di cieliparalleli.com).
Impianto TETRA inautorizzato, posto all'oratorio parrocchiale di Morazzone
per maledizioni mortali, grazie all'avidità del Sindaco Giancarlo
Cremona (Lega Nord) e del parroco Gabriele Crenna. (Foto d'archivio di
cieliparalleli.com).
----- Original Message -----
From: ANTONIO GAGLIARDI
elettrosmogvolturino@tele2.it
To: varcomitatispontanei@yahoo.it
Sent: Thursday, March 19, 2009 6:11 PM
Subject: abolita la salute a Morazzone
Per fortuna, cominciano a venir fuori sentenze favorevoli. Divulgate e
battetevi contro pubblici ufficiali clonati e controllati. A maggio
c'è udienza davanti al GIP per le denunce di falso a carico di tutti
i pubblici ufficiali per le antenne di Volturino. Appena presenteremo a
Milano, ad aprile, un'indagine epidemiologica condotta da alcuni comitati
d' Italia denominata "Le cavie siamo noi", vi verrò a trovare.
Salute.
Antonio Gagliardi
SCALEA: 24/10/2008:: Disposto dalla Procura di Paola su istanza
dell’Avv. Lucio Conte ed in base alle risultanze dello studio
scientifico del Prof. Luigi Maxmilian Caligiuri nell’interesse di
numerosi residenti di Corso Mediterraneo e del Comitato Antenna Liceo
– Comitato contro le Antenne Piano Lettieri – Associazione
Forum Ambientalista Movimento Rosso Verde – e Federazione dei Verdi
del Tirreno Cosentino.
Il problema del cosiddetto “elettrosmog” e dei possibili
effetti sulla salute conseguenti all’assorbimento dell’energia
elettromagnetica emessa da impianti radioelettrici, con particolare
riferimento a quelli per telefonia mobile, è oramai costantemente
all’ordine del giorno sia per il continuo moltiplicarsi del numero e
della tipologia di sorgenti di tali radiazioni sia per il fatto che,
già da diversi anni a questa parte, sono emerse chiare evidenze
scientifiche indicanti correlazioni tra l’insorgenza di patologie
anche gravi quali quelle tumorali ad esempio, a breve e lungo termine, e
l’esposizione a tali agenti fisici.
Il comune di Scalea è stato recentemente teatro di vigorose proteste
da parte di gruppi di cittadini ed associazioni ambientaliste , contro
l’installazione di ntenne per telefonia mobile in diverse aree del
territorio ma ultimamente è l’area a ridosso di C.so
Mediterraneo a far parlare di se. Risalgono all’ormai lontano 1996 le
prime installazioni per telefonia mobile in tale area e precisamente sul
tetto dell’Hotel S. Caterina. Già in quegli anni cominciavano
ad emergere evidenze scientifiche circa la potenziale nocività
dell’assorbimento di radiazione non ionizzante a radiofrequenza,
tanto da spingere, nel dicembre 1996, l’On. Sandro Bergamo a
presentare un’interrogazione parlamentare circa la predetta
installazione. La risposta del Settore Fisico Ambientale dell’Azienda
Sanitaria di Cosenza (oggi ARPACal), fu che non si escludeva
“preventivamente qualsiasi rischio per la salute connesso alla
presenza di campi elettromagnetici”, procedendo poi, di concerto con
l’allora Omnitel a delle “misurazioni” il cui esito non
è mai stato reso noto.
Da quel momento in poi si è assistito ad un incremento costante del
numero di impianti per telefonia mobile sulla struttura alberghiera in
diverse tecnologie ed afferenti a diversi gestori. Risalgono a solo qualche
settimana fa, infine, nuove modifiche all’assetto degli impianti per
telefonia presenti nella zona che, lo ricordiamo, costituisce una delle
zone a maggiore densità abitativa del Comune e comprende inoltre
diversi edifici scolastici. Se a tutto ciò si aggiunge la
onstatazione del numero elevato di patologie tumorali e leucemie
riscontrate nella zona “incriminata” e di numerose altre
disfunzioni, direttamente o indirettamente correlabili, secondo i
più recenti studi scientifici, alla presenza di radiazione a
radiofrequenza e microonde, nonché alla presenza di portatori di
protesi elettromedicali suscettibili di subire interferenze da parte di
tali tipo di radiazioni. Stante la già grave situazione in essere,
ai cittadini della zona la presenza di altre nuove installazioni non
è andata proprio giù, da qui l’incarico da parte di
numerosi residenti e associazioni ambientaliste all’Avv. Lucio Conte,
noto penalista ed esperto di legislazione penale ambientale, di avviare
un’azione legale di tutela presso la Procura di Paola ed al Prof.
Luigi Maxmilian Caligiuri, fisico, dell’Università della
Calabria, luminare in materia di protezione dalle radiazioni
elettromagnetiche, di redigere la relativa consulenza tecnico –
scientifica a supporto.
Il primo risultato dell’azione promossa non tarda ad arrivare e,
sulla base delle argomentazioni presentate, il Sostituto Procuratore della
Repubblica presso la Procura di Paola, dr.ssa Antonella Lauri emette il
decreto di sequestro delle installazioni per telefonia mobile ubicate sulla
struttura alberghiera. Secondo il pubblico ministero, sulla base degli
elementi addotti dalla perizia del Prof. Caligiuri, esistono fondate
motivazioni scientifiche e procedurali tali da giustificare la
sottoposizione a sequestro degli impianti di telefonia mobile in questione.
Precisa il Prof. Caligiuri: “è stato evidenziato che, in uno
scenario come quello in questione, la valutazione dell’impatto
ambientale e sanitario delle emissioni elettromagnetiche non si può
limitare ad una mera attestazione di conformità ai limiti imposti
dalla normativa vigente in quanto questi non costituiscono, come
evidenziato dalle più recenti ricerche scientifiche in campo
internazionale, valori di certa innocuità per la salute.
Prova elementare né è, ad esempio, la constatazione che, con
riferimento ad esposizioni di carattere residenziale, il limite massimo di
intensità di campo elettrico ad alta frequenza assunto in Svizzera
è fissato in un valore di 3 V/m, ossia esattamente la metà di
quello assunto oggi in Italia, a meno di non ammettere che i fenomeni
biofisici cambiano natura e caratteristiche al di qua delle Alpi !
La questione, si badi bene, non è quella di essere radicalmente
contro o a favore di tecnologie obiettivamente irrinunciabili, ma di fare
in modo, attraverso l’adozione di corrette procedure di valutazione
preventiva, di controllo e di localizzazione, la costante applicazione di
un elementare principio di precauzione che consenta uno lo sviluppo
tecnologico caratterizzato da impatti ambientali e sanitari il più
bassi possibile, approccio oltre che ragionevole, moralmente doveroso da
parte di amministrazioni ed enti a vario titolo coinvolti nei processi di
autorizzazione e di controllo.”
Tutti i cittadini di Scalea si auspicano ora, che questo possa
rappresentare solo il primo passo verso l’attuazione di un politica
organica di tutela dell’ambiente e della salute
dall’esposizione ai campi elettromagnetici che possa garantire
eramente ai cittadini il proprio inalienabile diritto alla salute.
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