Comunicato CPE su violenze in Cina
Comunicato CPE su violenze in Cina
7 luglio 2009
Inserito da Lorella Binaghi
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----- Original Message -----
From: CPE
To: CPEURASIA
Sent: Tuesday, July 07, 2009 9:29 AM
Subject: comunicato su violenze in Cina
Comunicato Stampa del 06/07/2009
Mentre prosegue la visita del
presidente cinese Hu Jintao in Italia, giungono - puntuali come una bomba
ad orologeria - le notizie di gravi tumulti nella regione nord-occidentale
dello Xinjiang, dove elementi dell’etnia uigura, di religione
musulmana, si sono sollevati contro il governo della Repubblica Popolare e
i cinesi di etnia han, maggioranza nel resto del Paese e ben rappresentati
nella stessa regione. Il CPE esprime solidarietà al governo della
R.P.C., vittima di quella che, usando un ossimoro caro al
«neocon» americano Michael Ledeen, potremmo definire
«distruzione creativa», ovvero una vera e propria manovra
sovversiva eterodiretta, ai danni di uno Stato sovrano, come si è
recentemente visto in Iran. Il CPE inoltre denuncia come l'evidente disegno
eversivo in atto per mano degli Stati Uniti, che attraverso la strategia
delineata da Zbigniew Brzezinski mirano a destabilizzare e frammentare il
pianeta, è il frutto di un lavoro sotterraneo in atto ormai da anni
in vista di un’azione di disturbo e pressione verso la Cina, la
Russia, l’India ed alcuni governi dell’America indiolatina
(vedasi, in questi giorni, l’Honduras). A parere del CPE, infatti,
proprio in tale ottica si possono efficacemente interpretare alcune
situazioni critiche poste, con particolare enfasi, all’attenzione
della pubblica opinione occidentale dai principali organi di informazione,
come le cosiddette questioni della minoranza del popolo Karen e della
«rivolta» color zafferano nel Myanmar, la destabilizzazione del
Pakistan, il mantenimento di una crisi endemica nella regione afgana e, in
ultimo, le questioni del Tibet (esplosa anche questa
‘casualmente’ in contemporanea con le Olimpiadi, per darle
ancor maggiore risalto mediatico) e della minoranza uigura ella Repubblica
Popolare Cinese oggetto di questo comunicato.
Strumentalizzando le tensioni locali di alcune aree geostrategiche, gli
USA, insieme ai loro alleati occidentali, hanno avviato un processo di
destabilizzazione - di lungo periodo - dell’intero arco himalayano,
vera e propria cerniera continentale, che coinvolgerà otto paesi
dello spazio eurasiatico (Nepal, Pakistan, Afghanistan, Myanmar,
Bangladesh, Tibet, Bhutan, India). Il CPE considera a questo punto
intollerabile un tale stato di cose e auspica che le nazioni eurasiatiche e
dell'America indiolatina si uniscano per mettere fine una volta per tutte
alle manovre sovversive statunitensi e sioniste.
Per quanto riguarda il caso specifico dello Xinjiang, è bene sapere
che i principali gruppi che si battono per la “libertà del
popolo uiguro” sono basati in Occidente, lo stesso Occidente che
è sordo, muto e cieco di fronte alla tragedia del popolo palestinese
e che considera «terrorista» il suo legittimo governo espresso
da libere e regolari consultazioni elettorali. Inoltre, è da
rilevare che l'islamofobia, uno strumento propagandistico che abbiamo visto
utilizzare a piene mani in questi anni, questa volta finisce in soffitta
perché stavolta è più importante insidiare la Cina,
per cui, come si è già visto in Cecenia (o in un recente
passato, quando gli afgani anti-russi erano i “combattenti per la
libertà”), anche degli insorti musulmani rappresentano una
“giusta causa” pur di raggiungere lo scopo della sovversione e
della destabilizzazione di una potenza del calibro della Cina. Si invitano
dunque i musulmani a non cadere in questa trappola e a non prendere le
parti, per partigianeria, di questa “causa” solo perché
gli uiguri sono musulmani.
Sta dunque emergendo la nuova «strategia del caos» che il
«serpente» Obama sta attuando per isolare l'Iran, chiedendo
esplicitamente aiuto in questo a Medvedev e alla Cina (usando anche qualche
valletto di lungo corso della politica italiana). Non vanno perciò
sottovalutati i pericolosi colpi di coda dell'imperialismo statunitense che
mirano, a parere del CPE, ad inasprire la pressione, compresa quella di
tipo armato, sull’Iran, chiave di volta degli equilibri eurasiatici e
per questo oggetto d’una ossessiva campagna diffamatoria in occasione
delle recenti elezioni presidenziali. Sola ricetta, quindi, per invertire
il precipitare degli eventi è quella delle integrazioni
continentali, auspicata dalle maggiori Potenze eurasiatiche e da alcuni
governi del subcontinente indiolatino. Che l'Europa si risvegli e ritrovi
il suo posto in mezzo a queste nazioni desiderose di cambiamento.
Altrimenti vincerà la strategia del caos e della frammentazione del
Pianeta, perseguita dagli USA e dal sionismo (NdE: 1).
Coordinamento Progetto Eurasia
www.cpeurasia.org
Note a cura di Lorella Binaghi
1) - Secondo le mie ricerche, anche il sionismo e il bolscevichismo sono
creazioni ed organizzazioni della Chiesa Cattolica. (...).

In coalizioni di successo fra famiglie Gialle e Rosse in Cina, l'imperatore
Yao, uno dei più conosciuti ed apprezzati statisti.
http://www.cultural-china.com/chinaWH/features/chinaoverview/HistoryofChina.html
Le immagini e le note non sono parte del comunicato di CPE.
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