COMITATO SPONTANEO DI CITTADINI CONTRO LA MALA GIUSTIZIA di Francesco Carbone: manifestazione del 27 settembre contro la Malagiustizia



COMITATO SPONTANEO DI CITTADINI CONTRO LA MALA GIUSTIZIA di Francesco Carbone: manifestazione del 27 settembre contro la Malagiustizia




17 settembre 2010
Inserito da Lorella Binaghi
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Testo di proprietà del "COMITATO SPONTANEO DI CITTADINI CONTRO LA MALA GIUSTIZIA", portavoce Francesco Carbone.


Avviso urgente in merito alla Manifestazione del 27 settembre contro la Malagiustizia.
pubblicata da Francesco Carbone, il giorno venerdì 17 settembre 2010 alle ore 15.34

Avviso da leggere e divulgare su pagine e gruppi blog e organi di informazione per informare piu' persone possibili in merito alla Protesta indetta dal Comitato Spontaneo di Cittadini Contro la Malagiustizia.


Io sottoscritto Francesco Carbone avviso a nome di tutto il Comitato che la manifestazione si terra' a Piazza Montecitorio dalle 09:00 alle 19:00 esattamente tra via colonna Antonina e l'Obelisco e non dovra' essere ostacolato in alcun modo il traffico veicolare nonche' le attivita' lavorative e quindi invito TUTTI I PARTECIPANTI alla manifestazione di ridarmi la conferma della loro presenza e se avranno persone al seguito indicandomi nomi e cognomi per evitare che qualche infiltrato crei volontariamente disturbo a tale importantissima e delicatissima manifestazione.
Premesso che per tutti noi il rispetto verso le istituzioni, la patria, magistratura, forze dell'ordine e' sacro in quanto in caso contrario non ci saremo rivolti educatamente e pacificamente a tutte le piu alte istituzioni italiane, dichiariamo quanto segue.

La mala giustizia in Italia comprende tante situazioni che possono essere:

-impossibilita' di fare denuncia penale in quanto alcuni elementi delle forze dell'ordine o avvocati fanno in modo con varie scuse di sviare e impossibilitare i cittadini di presentare denunce Penali o procedimenti civili.
-pur facendo denunce penali con prove su tutto cio' che si denuncia , le stesse vengono insabbiate o aggiustate a piacimento da giudici e magistrati (spesso attraverso la commissione di gravi reati penali) e tali reati penali commessi da giudici e magistrati a loro volta vengono insabbiati o aggiustati da altri magistrati.

Cio' accade anche nelle sedi civili, lavorative, amministrative, fallimentari, creando ad arte sentenze senza tener alcun conto di una delle parti in causa. Cane non mangia Cane e Cane che favorisce Cane.
Questa situazione non e' prevista da nessun regolamento Nazionale (Costituzione, leggi) ma prevista soltanto nel regolamento Massonico e in qualsiasi associazione criminale con mentalita' omertosa e associativa di tipo mafioso.

-impossibilita' di ricevere risposte e interventi dalle alte autorita' preposte a combattere e risolvere tale fenomeno (una forma di copertura tacita per ingrossare ancor di piu' il muro di gomma che si viene a creare tra il cittadino che esige i propri diritti e il sacrosanto diritto di avere Giustizia).

Tutto cio' se affrontato in modo generico come e' sempre stato fino a ora non portera' mai a nessun cambiamento nel sistema Giudiziale e Politico.

Noi del Comitato vogliamo con le nostre specifiche denunce portare a conoscenza degli italiani e degli organi preposti tutte le specifiche irregolarita' gravi, spiegando anche il come vengono commesse e da chi vengono commesse facendo nomi e cognomi così da pretendere ufficialmente e pubblicamente risposte non generiche ma specifiche a tali nostre richieste di Giustizia e le autorita' hanno tutti mezzi a disposizione per poter agire nell'immediato e se non sanno come usare tali mezzi possiamo anche aiutarli spiegandogli cosa fare (visto che fino a ora in tanti si sono definiti incompententi in materia per non effettuare il loro lavoro).

Premesso tutto cio', invito formalmente tutti i Parlamentari, Alte Autorita', Magistrati, ONESTI (non importa assolutamente il colore politico) a verificare con i loro occhi e con le proprie orecchie tutte le vicende eclatanti di Malagiustizia che verranno raccontate in pubblico da singoli cittadini coraggiosi che faranno anche nomi e cognomi delle persone disoneste denunciate e delle persone disoneste che violando l'art 54 della costituzione eseguono il proprio lavoro nelle istituzioni italiane senza alcuna disciplina e alcun onore pur avendolo giurato solennemente.

Ogni denunciante si prendera' le proprie responsabilita' civili e penali su tutto cio' che pubblicamente dichiarera'.

A tal Proposito invito ufficialmente anche il Presidente della Repubblica a valutare tale situazione e intervenire immediatamente a tal proposito sia come Presidente della Repubblica e sia come Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura in maniera celere per mettere fine all'agonia subita da onesti cittadini per farli rinascere a nuova vita e far si che riprendano la loro naturale quotidianeita' e che cio' sia da monito a tutti coloro che vorranno continuare nella loro disonesta'.
In Italia bisogna non dividersi piu' per ideologismi politici che non hanno portato mai nulla di buono per il POPOLO SOVRANO ma dividerci tra onesti e disonesti e solo cosi' possiamo essere certi di avere un governo e un opposizione fatte di persone oneste e competenti anche se con diverse ideologie politiche ma con l'unico scopo di servire e amministrare il Popolo Sovrano.

In conclusione, chiediamo alle istituzioni di osservare l'art.54 della Costituzione DIMOSTRANDO con i FATTI e non con le parole di saper svolgere il proprio compito con Disciplina e Onore.

Sicuro della Massiccia partecipazione Istituzionale onesta alla manifestazione o all'interessamento immediato di tale gravissimo problema porgiamo il nostro miglior augurio di buon lavoro.


Il Comitato Spontaneo dei Cittadini Contro la Malagiustizia.

Per Comunicazioni
Francesco Carbone
3470752136
francescocarbone996@alice.it


Approfondimenti



Scandalo alle Poste, tangenti e coperture politiche mastelliane.

Scandalo alle Poste, tangenti e coperture politiche nell'appalto per il trasporto dei pacchi postali, che nel Veneto è stato affidato ad una società sannita di cui è proprietario il nipote di FERNANDO MASONE, ex capo della Polizia e dei Servizi Segreti.

Francesco Carbone è un giovane di 35 anni che tempo fa ha dovuto lasciare la Sicilia per mancanza di lavoro. Si trasferisce a Verona, dove finalmente trova un impiego come responsabile di una ditta appaltante per Poste Italiane. Ma la sua è una vicenda assurda, e finisce addirittura peggio. Francesco ha avuto il coraggio di denunciare, con tantissimi esposti presentati alla Magistratura, un vasto giro di tangenti nell'appalto per il trasporto dei pacchi postali, che nel Veneto è stato affidato ad una Società di cui è proprietario un personaggio eccellente: il nipote di FERNANDO MASONE, originario di Pesco Sannita, ex capo della Polizia e segretario generale del Cesis - Coordinamento dei Servizi Segreti. Il nipote di Fernando Masone si chiama D'Agostino e la sua impresa è denominata "Impresa Sannita" s.r.l. con sede legale a Torino. Da circa trenta anni tale società ha l'appalto per il trasporto dei pacchi postali a Venezia e dal 2001 a Verona e Padova ; ma non si occupa solo di servizi postali ma anche di compravendita di capannoni industriali ed altro: una marea di appalti pubblici!
Tutte le denunce di Francesco Carbone sono state rigorosamente formalizzate, ma sinora nessuna inchiesta. Tutto insabbiato!
I dati e le circostanze riferite da Francesco Carbone portano poi ad evidenziare un altro dato inquietante: le paventate coperture politiche di un ex Ministro della Giustizia, il ceppalonico Clemente MASTELLA che, alla luce dei fatti, si sono rivelate fondate.
Dunque, lavoratore per l'Impresa Sannita s.r.l. di D'Agostino che aveva l'appalto del servizio postale, cioè tutti i trasporti postali della provincia di Verona, Francesco Carbone si è ritrovato protagonista di una storia di illegalità che ha dell'incredibile. Dopo aver assistito a tante violazioni, con lavoratori pagati in nero con in mano tesserini delle Poste Italiane, costretti a lavori non previsti nel contratto ha voluto denunciare le sue scoperte ai rappresentanti sindacali ed ai dirigenti del Triveneto di Poste Italiane. Al posto di ricevere solidarietà ed attenzione è stato minacciato, offeso, interdetto dall'ingresso in qualsiasi ufficio delle Poste Italiane per cui la sua società lavorava, inascoltato dai pm e dai ministri che ha provato ad ascoltare. Se fosse vera, se fosse dimostrabile tramite un equo processo quanto dichiarato in questa lettera da Francesco Carbone, quanto raccontato sarebbe l'incredibile storia di un uomo che per lavorare nella legalità è stato distrutto da un'azienda privata, dall'indifferenza dello Stato e dalla sordità della Magistratura.






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