Il Portale di Gaol
Il Portale di Gaol
Di Lorella Binaghi
editor@cieliparalleli.com
Data: 27 Luglio 2007
Origine del nome Portogallo

http://www.goldenmean.info/portugal/index.html
Riproduzioni d'antica mappa dell'Europa
A tutti quelli che hanno ancora qualche dubbio sull'esistenza dei Leponti,
io voglio suggerire una visita al link che riporta articolo sulle piramidi
di Montevecchia a Lecco!
www.lombardiainrete.it/03/Articoli/Articolo/?t=127&Ta=Storia.
Ho scoperto che esistono queste costruzioni da quando ho iniziato a
raccogliere più dati sui miei antenati. "Oltre all'idioma portato
sulle strade del Var" (Varese e i suoi distretti confinanti), le piramidi
di Montevecchia non sono le uniche prove strepitose su un impero più
che leggendario, i reperti con le opere monumentali e le scritture d'avi
dei popoli Lepontini sono sparse per monti e per valli in tutto il Var! Ad
ogni modo, le tre piramidi sono sufficientemente grandi per essere viste e
apprezzate da chiunque. Io suggerisco di guardarle inizialmente con un
programma d'immagine satellitare come Google Hearth
http://earth.google.it
Non vi sono più dubbi sulla civiltà dei Leponti lungo il
corso del Fiume Eris l'attuale Po, ma, voglio sottolineare che tutte quelle
stupidaggini su presunti insubri e insubria mi avevano depistato da
principio, è stato molto facile però capire dov'era
l'inganno, sono sparite cartografie autentiche, al loro posto pullulano
riproduzioni ritoccate di recente.
Con gran fortuna, sono circolate splendide illustrazioni di monete antiche
su siti web dove il nome Leponti è associato alla scrittura di
Lugano e a pezzi d'argento precristiani e d'epoca posteriore l'anno zero
Giuliano, trovati in scavi archeologici di tutto il Var e fra collezioni
private esclusive. Non v'è dubbio che riproducano il portale di Goal
(entrata) o di Gaol, (Gallia)!
Segue il segno del Portale di Gaol, foto a destra. L'altro lato della
moneta mostra l'effige d'Artemide.

www.lamoneta/Leponzi
Foto a destra, il segno del portale di Gaol su Dracma. Leponti.
Il link che mostra questa Dracma continua a sparire ma, i numismatici me lo
segnalano ogni volta che lo ritrovano pubblicato, abbiate pazienza e io lo
collocherò di nuovo appena sarà possibile.
Foto sopra, Dracma in caratteri convenzionalmente detti Leponzi che
appaiono su alcuni tipi di monetazione. Il segno sotto alla scritta
è chiamato "scorpione", "drago", "leone", "cornucopia", io
aggiungerei wormhole (vie fra pianeti e stelle). E' lo stesso rappresentato
come un cavallo più o meno stilizzato. Fu capito il significato del
segno impresso sulla moneta quando nell'anno 2001 in internet si diffuse il
libro
"Sun Cruiser" di Willy
Stricker
e con le informazioni in esso contenute, il sito web del ricercatore
archeo-astronomo, il portoghese Josè Garrido

http://www.deamoneta.com/artemideaste070707/1
La foto di Dracma, trovata in area dei Leponzi, mostra un'altra versione
del portale di Gaol.
Reali immagini satellitari del portale tratte dalla pagina illuminante di
Josè Garrido:
http://ovni.do.sapo.pt/LxStargate.htm

http://ovni.do.sapo.pt/principal/clasport/LxStargate/LxStargate.htm

http://ovni.do.sapo.pt/principal/clasport/LxStargate/LxStargate.htm
Le foto contenute nel link di José Garrido sono staste ottenute
con sistemi fotografici satellitari, esse mostrano il portale senz'ombra di
dubbio. Notizie aggiornate in data 11 Dicembre 2007. Il suo eccellente
sito, sembra proprio aver smontato "il segreto più grande di tutti"!
Sarebbe il collegamento Terra-Venere attraverso un tunnel scavato
nell'etere da tempi remoti.
Non credo che navi del sistema militare internazionale possano accedervi.
Voglio affermare che gli Antichi sorvegliano attentamente le porte. (...).
Alcuni scienziati di terra sono obbligati a scavare gallerie nell'etere in
altro luogo (io li chiamo i picconatori dell'etere), se vogliono uscire da
confini terrestri senza farsi arrostire alle radiazioni della Cintura di
Van Allen. (...).
Dalle foto di Garrido, si può notare una nave sferica all'interno
del canale situato al largo di Lisbona, io penso si possa attribuire alla
civiltà dei Dagoni, Dogi. Un Bucintoro del XXI Secolo? Non va
però assolutamente dimenticata, l'esistenza d'apparati sovramilitari
terrestri in possesso d'arsenali muniti di navi sferiche, costruite in
hangar nascosti fin dalla "seconda guerra mondiale". (...).
Clicca la frase "O que são warm holes?" (Cosa sono i wormhole?):
http://www.geocities.com/marco_franciotti/geo.htm
Aggionamenti al 18/06/2008 Le "salsiere volanti" simili a quella notata
entro il segmento tubolare visibile sulle foto satellitari di Garrido
possano sicuramente essere associate a tecnologie d'antichi scienziati
già dotati da tempi remoti di navi antigravitazionali. Lo suggerisce
una leggenda che circonda il famoso santuario di Santiago de Compostela
situato nell'attuale Galizia spagnola, territorio che confina col
Portogallo. Compostela o Campostela, in latino campus stellae, significa
appunto campo della stella, difficile non pensare alle macchine conosciute
adesso col nome d'UFO (Oggetti non identificabili), descritte appunto, come
strane stelle tremolanti nel linguaggio dei popoli del nono secolo dopo
l'anno zero attribuito alla nascita di Cristo, infatti, "La tradizione
vuole che nell'anno 813 l'eremita Paio fosse attirato da strane luci a
forma di stella osservabili sul monte Libredòn dove esistevano
antiche fortificazioni, probabilmente di un villaggio celtico".
Vedi il link http://it.wikipedia.org/wiki/Santiago_di_Compostela
L'eremita, cui la tradizione assegna il nome di Pelayo (Pelagio), informa
il vescovo della diocesi d'Iria Flavia che, sarebbero precipitati corpi
celesti a non molta distanza dal suo eremo. Il vescovo, Teodomiro, secondo
i canoni del misticismo pagano, dovette prepararsi con digiuni e orazioni
per affrontare la visione di quella località, ed in particolare modo
una caverna, la cui ubicazione era nota al solo monaco Pelayo". La caverna,
potrebbe anche essere interpretata come un luogo di ricovero per macchine
volanti provenienti dal portale di Gaol situato a 50 chilometri sopra
Lisbona a circa 500 chilometri da Santiago de Compostela!
Il vescovo Teodomiro, escogitò l'espediente del ritrovamento di una
tomba ed un cofano che conteneva tre corpi, uno dei tre, secondo la
narrazione, aveva la testa mozzata ed una scritta: "Qui giace Jacobus,
figlio di Zebedeo e Salomé". Nelle fiabe riguardanti la vita di
Cristo, San Giacomo era fratello di San Giovanni (Evangelista), entrambi i
figli di Zebedeo, e sarà definito Maggiore, per distinguerlo
dall'altro San Giacomo figlio di Zaccheo, detto Minore. Giacomo, Giovanni e
Pietro costituivano il gruppo dei prediletti di Gesù, e i due
fratelli in particolare erano soprannominati "raggianti" o "tuonanti" nel
Vangelo di San Marco, 3,17 "Boanerges", ossia "figli del tuono.
I tre nomi dei martiri furono sintetizzati in un unico, Santiago (San
Giacomo) più conosciuto come "Il mata moros", giacché con le
armi dei soldati al servizio del vescovo, furono tagliate molte teste ai
Morikani (2) di al-Andalus, valgono a dire, agli autoctoni che non
avrebbero rinunciato con facilità ad abbandonare le loro terre mai
sommerse dai flutti dell'Oceano Atlantico.
(...).
Fu così che Alfonso II re delle Asturie e della Galizia
ordinò la costruzione sul posto di un tempio cristiano, in seguito i
monaci benedettini nell'893 vi fissarono la loro residenza. Iniziarono
così i primi pellegrinaggi al luogo considerato ora la tomba
dell'apostolo San Giacomo, dapprima dalle Asturie e dalla Galizia poi da
tutta l'Europa. Diventato patrono dei cristiani iberici, Santiago,
"fratello" di Gesù, in tale modo fu accreditato da parte di vari
devoti d'attiva partecipazione a cruenti fatti d'arme contro i Morikani. Da
qui il soprannome (rimasto poi nella storia del Cristianesimo spagnolo) di
Santiago Matamoros: San Giacomo uccisore di musulmani (Morikani). Da qui il
soprannome (rimasto poi nella storia del Cristianesimo spagnolo) di
Santiago Matamoros: San Giacomo uccisore di musulmani (Morikani).
Che le stelle tremolanti di Compostela fossero viste provenire dall'oceano,
si può arguire dal bastone totemico che reca sulla sommità la
valva di un mollusco (Pecten maximus, Cappasanta atlantica).

http://www.sudechigiodela.it/Cammino/index.htm
Stele con conchiglia lungo il tracciato del pellegrinaggio a Santiago di
Compostela
Questa è parte della storia associata alla dominazione dei popoli
cristianizzatisi per forza dei vescovi militari cattolici, riguardante
abitanti di tutte quelle regioni che dovettero rassegnarsi ad abbandonare i
loro antichi riti associati alla tradizione dei Dagoni o Tritoni, i nostri
progenitori provenienti da Venere (Ishtar, Afrodite, Venere Ericina).
Non è un caso che l'effigie di una dea assai antica che reca il nome
del pianeta Venere, sia associato al simbolo di una conchiglia che è
proprio quella della Cappasanta atlantica. Secondo le fonti ancora
conservate in libri gnostici, furono i Tritoni che generarono ed istruirono
i loro discendenti terrestri. Tramite antiche mappe che accennano a
wormhol, il pianeta Venere corrisponde alla stazione che precede quella
situata sulla Terra e secondo antichi schemi d'astrofisica indostani che
alludono all'Adi, (wormhol), in pratica, un tunnel con ramificazioni
scavate da tempi remoti nell'etere, il pianeta Venere è connesso a
portali stellari e a globi planetari. (In "La Dottrina Segreta", "Iside
Svelata" di Helena Petrovna Blavatsky). Nonché in libri che furono
gelosamente conservati dai templari e si presume, dai gesuiti sempre in
cerca di documenti, tecnologie e tesori.
(...).

http://www.clponline.it/mostre.cfm?idevento=1903B5F4-DB33-3E6C-D6E54E6F7C5A3117
Venere che esce da una conchiglia, scultura di Carlo Finelli.
Secondo le raccolte dello scriba Cristoforo Barbato, 172 apparecchi
antigravitazionali, triangolari e invisibili, pattugliano entro i limiti
dell'atmosfera terrestre le regioni, globalmente. Il contingente è
"creduto alieno da molti babbei". Nella stragrande maggioranza dei casi si
tratta invece di macchine terrestri segrete, o di bolle plastiche ricavate
da ingegnerie di Nikola Tesla (Plasmoidi) e addirittura immagini in 3D
prodotte con strumenti laser, è possibile vedere gli effetti
ottenuti con proiezioni olografiche sul link indicato di seguito:
http://www.cieliparalleli.com/documenti000/creazioneimmaginetridimensionale.html
E' un vero peccato che Barbato continui ad inserire sui suoi siti web,
immagini virtuali e allusioni ad "occhioni" alieni, semmai alcuni fenomeni
potrebbero essere attribuiti a tecnologie di vecchie e nuove
personalità Atlantiche.
(...).
I figli degli Agharthy (3) però, si circondano di mistero per non
farsi catturare da militari nostrani. "La tattica consisterebbe nel
rimanere assolutamente invisibili quindi irraggiungibili". Va aggiunto che
le "creature create" da scienziati militari terrestri in laboratori della
D.A.R.P.A., sono talmente strabilianti che potrebbero essere fatte credere
intruse. Secondo teorie di fisica quantica sembra proprio che per entrare
ed uscire da qualsiasi pianeta sia necessario usare wormhole come quello di
Lisbona in Portogallo (Port Gaol). Le navi terrestri militari possono
essere esclusivamente adoperate entro l'atmosfera globale!
Il profilo morfologico della Penisola Iberica Occidentale è chiamato
"di Galileo" in codici religiosi. Giudicate voi stessi dopo aver
osservato la clip seguente.
http://www.goldenmean.info/portugal/index.html. (1)
Clip con volto di San Giovanni il Battista e profilo geografico del
Portogallo.
Pagine web specializzate in geodetica cedono nozioni basiche e immagini
esplicative come la seguente:

http://www.crystalinks.com/grids.html
L'indagine sul Portale di Gaol osservabile al largo di Lisbona è
solo agli inizi e approfondimenti seguiranno. Aggiungete i vostri dati sui
Leponti e sui popoli misteriosi che esprimono, raccontano e scrivono la
storia del pianeta!
Fine della prima parte.
Note dell'autrice
1) Daniel Winter autore del sito http://www.goldenmean.info/portugal/index.html
cede dati sulle linee geodetiche planetarie (linee sincroniche, lay line),
interpretando allegorie contenute in leggende del Graal. Vedere i principi
di geometria sacra o geodetica, eredità d'antichi scienziati.
Io però non condivido per nulla affermazioni su presunti arconti
"Orioniti" extraplanetari, esodimensionali, diffuse insistentemente da
Lawrence Gardner, un collaboratore di Daniel Winter. (…). Le
indagini del Comandante William Cooper, portate alla conclusione, hanno
già interamente demistificato racconti addomesticati su
extraterrestri e su negoziazioni fra eletti terrestri e alieni presunti,
vedere la sua più che esauriente relazione documentata
"Majestytwelve by William Cooper”, Copyright © 1997, All Rights
Reserved, tradotta in italiano e visibile sul link
www.cieliparalleli.com/documenti000/traduzionedimajestytwelve.html
Ulteriori raccolte curate dallo scriba Cristoforo Barbato portano alle
indagini del Dr. Helmut Lammer. Proseguire in
www.cieliparalleli.com\documenti000\scenariodirealtavirtuale.html
2) Libici, Egiziani predinastici.
3) Abitanti di civiltà antichissime situate in continenti interni
alla nostra terra.
Approfindimenti:
Il segno del Portale di Gaol:
http://www.deamoneta.com/foto.jpg
www.deamoneta.com/
www.deamoneta.com/cataloghi/artemideaste/070414/monete/dettaglio/3
www.lamoneta.it
http://www.truciolisavonesi.it
Il segno col Portale di Gaol" si trasforma in un "leone", in epoca
più tarda (II Secolo a.C.):
http://www.archeologia.unipd.it
http://www.truciolisavonesi.it
Il segno del Portale di Gaol assume l'aspetto di un drago:
www.deamoneta.com/cataloghi/artemideaste/
Il segno diventa una chimera:
http://www.deamoneta.com/
www.deamoneta.com/cataloghi/artemideaste/
www.deamoneta.com/dettaglio/1
http://www.deamoneta.com/artemideaste070707/1
http://www.ancient-art.com/images/kc120.jpg
Statera d'oro, Francia:
www.cgb.fr/images/monnaies/articles/monnaiesfrance/grandformat/596.jpg
www.cgb.fr/monnaies/articles/monnaiesfrance/celtes.html
http://www.ancient-art.com/celtic.htm
Il segno assume l'aspetto di Pegaso:
http://moneda-hispanica.com/
http://moneda-hispanica.com/ilergetes.htm
Foto di monete dei Cenomani (Leponti):
Http://ticinomanagement.ch.pdf
Immagini fantastiche di monete diffusesi nel mondo greco:
http://www.deamoneta.com/artemideaste070906/
www.lamoneta.it/
Ulteriori approfondimenti:
BRENOT C. – SIAS A., De Phocèe à Massalia, catalogue du
fond général, Marseille 1981.
BRENOT C. – SCHEERS S., Catalogue des monnaies massaliètes et
monnaies celtiques du usée des Beaux Arts de Lyon, Louvain 1996.
BRENOT 2000 = BRENOT C., Imitations lourdes de drachmes massaliètes
au cabinet des médailles de Marseille, in Atti della Giornata di
Studio “I Leponti e la moneta”, Locarno 16 novembre 1996,
Locarno 2000, pp. 11-21.
Saggio di repertorio dei ritrovamenti in Europa di moneta celtica padana e
di moneta celtica non padana in Italia:
http://www.muenzgeschichte.ch/downloads/Repertorio_CelticaPadana.pdf
http://www.deamoneta.com/cataloghi/artemideaste/061216/?show=500
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