COMO-LECCO: "Accuse di tangenti e regalie. Arrestato l'ex assessore Bin."
COMO-LECCO: "Accuse di tangenti e regalie. Arrestato l'ex assessore Bin."
12 Novembre 2007
Questo articolo è stato tratto da: LA PROVINCIA di Varese - Numero
307. Giovedì, 08 Novembre 2007. Pagina 07.
ACCUSE DI TANGENTI E REGALIE. ARRESTATO L'EX ASSESSORE BIN
Secondo i Pm di Milano ha incassato migliaia di euro per uso privato. Nel
mirino Rinaldin: "Usò i proventi per comprare tessere di Forza
Italia".
Dall'inviato
MILANO - Tangenti pagate nella toilette dell'assessorato, o anche
direttamente alle segretarie, tangenti versate con carte di credito
prepagate, o ancora con regalie, soggiorni turistici, computer palmari.
L'ex assessore provinciale Giorgio Bin, 57 anni rodigino di Cermenate,
è stato arrestato ieri mattina dalla polizia tributaria della Gdf di
Milano, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere (a
San Vittore per la cronaca) firmato dal Gip di Milano, Andrea Ghinetti.
L'inchiesta Lake Holiday, iniziata dieci mesi fa dalla Procura di Brescia,
migrata a Milano, deflagrata lo scorso agosto con le prime clamorose
perquisizioni al consigliere regionale Gianluca Rinaldin, è ormai
entrata nel vivo. Bin, alla vigilia del suo insediamento come
amministratore delegato di Enerxenia, è entrato in un gorgo che tra
telefonate intercettate, chiamate in correità dei suoi ex
beneficati, sequestri della Gdf rischia di trascinarlo davvero a fondo, ma
l'effetto vortice rischia d'attrarre anche Rinaldin. L'accusa di corruzione
contestata dal pm Francesco Prete, infatti, tocca entrambi gli esponenti
del liberal di Forza Italia, con la differenza che mentre Bin, utilizzando
le parole dei magistrati "faceva un uso personale" del denaro ottenuto con
metodi tangentari, Rinaldin lo usava per comprare le tessere di Forza
Italia, evidentemente in vista del congresso provinciale. "Lui è un
benestante" dice, al pm Prete, Umberto Tagliaferri, deus ex machina del
sistema di truffe sul Sistema turistico lago di Como messi in piedi dal
gruppo della dozzina d'indagati, mentre "quell'altro se non vede soldi o i
regali minaccia sempre di tagliarci i finanziamenti".
Il nuovo capitale della Lake-connection riguarda ancora gli illeciti
documentali commessi dai politici lariani (sull'altro ramo c'è l'ex
presidente dell'Apt, Alberto Sorrentino, 83 anni di Lecco) in materia di
erogazioni europee e regionali per il sistema turistico Lago di Como. Da un
altro c'è l'Associazione coordinamento consorzi turistici Lago di
Como, di cui era direttore il Tagliaferri, che truffa a ripetizione la
Regione (e l'Unione europea) lavorando al progetto del lido di Menaggio,
opera ambiziosa che nei disegni dei politici sarebbe dovuto diventare un
caposaldo del turismo. Per far finanziare l'intera opera agli enti pubblici
(che invece per legge dovrebbero concorrere al 30 %) Tagliaferri (33 anni
di Bellano) e il socio Marco Folcio (coetaneo di Lecco) hanno confessato di
avere prodotto quintali di false fatture sull'avanzamento di cantiere, a
volte gonfiandole, a volte inventandole tout-court. Tanto poi in Regione le
presentava Bin, che, è questa la novità degli arresti di
ieri, tornava subito a battere cassa. Bin per usare le parole del giudice
Ghinetti "in particolare si faceva consegnare da Tagliaferri (che aveva
ricevuto grazie a lui 331.500 euro in due anni, ndr) la somma in contanti
di euro 50.000 che in parte divideva con il Rinaldin, oltre ad
utilità quali la disponibilità di una carta di credito pre
pagata che utilizzava per spese personali, biglietti aerei e altro". La
radiografia del sistema corruttivo è stata messa a verbale proprio
da Tagliaferri, misteriosamente fuggito in Brasile la scorsa primavera e
rientrato a "pieno titolo" nelle sue funzioni qualche settimana dopo. "I
protagonisti della vicenda oltre a me sono Folcio, il residente Sorrentino,
due imprenditori (Carlo Fossati e Maurizio Conti). Infine vi erano politici
nella loro veste di rappresentanti delle istituzioni, alludo all'assessore
al turismo della provincia di Como, Giogio Bin, al suo omologo pe Lecco,
Giancarlo Valsecchi e al consigliere regionale Giancarlo Rinaldin".
"Per questi ultimi - continua il "pentito" Tagliaferri - devo dire che
l'interesse era essenzialmente politico. Il discorso diventa più
complesso per l'assessore Bin per il quale l'interesse politico era
relativo, essendo preminente quello di tipo personale connesso ai fondi che
l'associazione gestiva". Nel suo racconto Umberto Tagliaferri sottolinea
che a un certo punto la produzione di carte false - e fondi veri- era
così sfuggita di mano da creare l'amletico dubbio: smetterla prima
che qualcuno se ne accorgesse, o andare avanti alla grande. "Scegliemmo
tutti insieme di andare avanti, anche perché sia Sorrentino che
Rinaldi ci tenevano tantissimo al progetto, così come Bin. E' per
questo che ho continuato a produrre false fatture presentate poi in Regione
per la liquidazione". Che fatture, che fantasia. L&B Costruzioni del
signor Lotito Alessandro aveva regolarmente emesso un dovuto di 119.350
euro, che le mani magiche di Tagliaferri&Folcio trasformarono d'incanto
in 954.800, all'insaputa di Lotito, ovviamente. E la Costruzioni Edili
Mainetti: "lavori per euro 1.266.590". Peccato che la Mainetti è
un'azienda che non esiste, argomenta la Gdf. La Pastorelli Piscine si
è vista accrescere, all'insaputa, i 32 mila euro canonici fino a
340.000: E via di questo passo. Per il giudice preliminare ce n'è
abbastanza per vedere tra le onde del Lario la creazione di "un cartello
politico affaristico" in cui "gli indizi raccolti depongono per un concorso
prolungato e attivo del Bin nella realizzazione dei falsi e della truffa,
ma soprattutto emerge l'abitualità con cui egli da lungo tempo era
solito ricevere tangenti in percentualità fisse e consistenti, oltre
ad altre reagalie, in cambio dei finanziamenti che la sua posizione
politica in provincia faceva pervenire all'Associazione". Fine della
seconda trance d'inchiesta. La prossima, strizza l'occhio un investigatore
della Tributaria, farà ancora più rumore.
Alessandro Galimberti
I PARTICOLARI DELL'INDAGINE
Soldi nella vaschetta del wc: 150mila euro l'anno.
MILANO - (a.gal.) Il 20 % sul contributo che l'assessorato provinciale al
Turismo di Como corrispondeva annualmente al Coordinamento consorzi
turistici del lago di Como, vale a dire un quinto di 150 mila euro
l'anno.
E' questo il prezzo che Giorgio Bin, carte d'inchiesta alla mano, esigeva
dai suoi vassalli del ramo di Lecco, Umberto Tagliaferri e Marco Folcio.
L'ex assessore, da ieri rinchiuso nel carcere milanese di San Vittore,
è dipinto come un esattore vorace del suo "dovuto", ma certo con una
fantasia vagamente cinematografica.
Spiega a riguardo Tagliaferri: "Il denaro contante veniva pagato
direttamente negli uffici dell'assessorato di via Sirtori, impachettato
dentro il cellophane per evitare che, nascosto dentro alla vaschetta del wc
dove poi qualcuno andava a riprenderselo, finisse per bagnarsi. Altre
volte, però, ci si rivolgeva direttamente all'assessore o alle sue
segretarie che ricevevano i palmari ordinati dal capo ai suoi servitori. E,
se non arrivavano pure gli accessori, la pratica in provincia poteva anche
finire per arenarsi … "
Pagamenti anche differenziati, però. Veruska, la sorella d'Umberto
Tagliaferri, ha spiegato ai magistrati che lei, a Bin, aveva pure attivato
una carta di credito pre pagata Visa Electron che era stata acquistata
nell'agenzia di Varenna della Banca popolare di Sondrio.
Non bastasse, gli si dovevano prenotare biglietti aerei e pacchetti
turistici: era un assessore al Turismo…
E, sempre in materia di pagamenti, il ragioniere Marco Folcio racconta
d'avere nei suoi computer un "file excel" che è il libro maestro dei
pagamenti delle tangenti, in cui le quote sono equamente divise tra "B"
(mister Bin) e "L", "sì, "elle", perché io chiamo Rinaldin
"Luke"…".
RINALDIN, ACCUSE PARTITE DALL'INTERNO DI FORZA ITALIA
COMO (c.b.) Le classifiche ufficiose di Forza Italia parlano di lui come
del "signore delle tessere". Nell'elenco dei presentatori tesserati che i
forzisti hanno iscritto in tutta la provincia nel 2006 il primo nome
è il suo: Gianluca Rinaldin. Dati ufficiali non ce ne sono, ma le
indiscrezioni parlano di un minimo di 2.224 a un massimo di 4.683
fedelissimi (si tratta di fonti politiche e quindi per questo così
distanti) su un totale di 7.247 iscritti (dato ufficiale). Ma la campagna
tesseramento 2006, le cui tessere sono ancora valide tuttora, è
contrassegnata da alcuni intoppi che gli ultimi risvolti delle indagini
hanno riportato sotto i riflettori. Si parla infatti di tangenti che
Rinaldin avrebbe utilizzato, per acquistare tessere per avere maggiore peso
al congresso di FI. Il primo campanello d'allarme è suonato a
settembre a Mozzate. Il tesseramento di FI è entrato indirettamente
in un ricorso presentato da alcuni esponenti dell'Udc ai vertici nazionali:
si parlava di un doppio "tesseramento taroccato" mossa a Rinaldin da quella
che si è autodefinita "componente formigoniana e del gruppo
liberal-popolare di Forza Italia" (che annovera Stefano Bruni, Patrizio
Tambini, Simona Saladini, Ferdinando Mazara, Alessandro Colombo). Un
comunicato anonimo arrivato in redazione un mese fa denunciava "alcuni casi
specifici di tesseramento che viene definito "gonfiato". Si tratta di paesi
iu cui il numero degli iscritti risulta notevolmente sproporzionato
rispetto ai voti politici lì raccolti da Forza Italia. Tra questi
risultano proprio quelli più "rinaldiniani" della provincia, come
Faloppio, Mozzate e Garzeno". Una battaglia politica che ora potrebbe
vedere la stessa magistratura interessata a fare luce sul regolare
svolgimento del tesseramento. Rimane la particolare abilità di
Rinaldin di rastrellare un numero impressionante di tesserati. Uno dei
protagonisti dell'iscrizione in poche settimane di 520 nuovi soci dei
Circoli del Buon Governo presentati giorni fa è proprio lui.
Approfondimenti:
http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_07/bin_arresto_forza_italia.shtml
http://www.wikio.it/news/Giorgio+Bin
http://www.cieliparalleli.com/rassegnadelvar00/checosaeunaprovincia.html
http://www.cieliparalleli.com\rassegnadelvar00\amicidellaterratruffa.html
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